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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

La curva del Covid torna a crescere, in ospedale 20 letti pronti in caso di nuova ondata

“L'epidemia non è finita”, chiosa Angelini. E' però fortemente ridotto, grazie alla vaccinazione di massa, l'impatto sugli ospedali, come è emerso nella grande ondata di gennaio-febbraio

Il Covid torna a mordere, anche se per ora non ci sono effetti sulle ospedalizzazioni. A fare un quadro aggiornato, nel corso della terza commissione consigliare di giovedì pomeriggio è la direttrice  del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl Romagna Raffaella Angelini: “Siamo in una situazione, dopo il calo delle ultime settimane, di inversione di tendenza dalla settimana scorsa, con una curva che tende abbastanza a verticalizzarsi. In Romagna sta succedendo quello che succedein tutto il Paese”.

“L'epidemia non è finita”, chiosa Angelini. E' però fortemente ridotto, grazie alla vaccinazione di massa, l'impatto sugli ospedali, come è emerso nella grande ondata di gennaio-febbraio. “Durante l'ultima ondata abbiamo avuto 5 strutture per anziani dove la gran parte degli ospiti si sono infettati, ma sono stati limitatissimi i casi gravi”, spiega Angelini. Solo un anno prima, o peggio due anni prima, l'arrivo del Covid in una casa di riposo equivaleva a produrre una vera e propria strage di ospiti. Prudente anche Paolo Masperi, direttore dell'ospedale di Forlì: “C'è una latenza di 7-10 giorni tra aumento di casi e ricoveri, siamo ancora allertati”. L'ospedale, tuttavia, non ha riconvertito del tutto i reparti Covid: in Pneumologia ci sono 15 letti riservati ai casi di Covid, di cui 8 attrezzati per le cure semi-intensive. In Terapia Intensiva ci sono altri 4 letti a disposizione per i pazienti Covid più gravi. Questo dovrebbero essere sufficienti per una “fluttuazione di 10-18 casi al giorno”, che erano presenti nella precedente ondata.

Nei momenti peggiori l'ospedale di Forlì è riuscito ad allestire fino a 147 letti dedicati ai pazienti Covid. E questo ha comportato la riduzione della normale attività ospedaliera. “Abbiamo ridotto l'attività chirurgica solo su tipologie meno complesse e rinviabili senza grossi danni per i pazienti, mentre le urgenze le abbiamo sempre rispettate, così come gli interventi sui pazienti oncologici. Nel 2021 abbiamo aumento sedute operatorie rispetto al 2019 di 148 sedute e siamo rientrati nei tempi di attesa su tutto tranne che la piccola chirurgia”, conclude Masperi. “Abbiamo tremila interventi chirurgici non urgenti scaduti in tutta la Romagna, ed ora siamo impegnati in un'attività di recupero considerevole”, aggiunge il direttore generale Tiziano Carradori. 

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