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La Diocesi di Forlì-Bertinoro alla quarta "Giornata Mondiale dei Poveri"

Per vivere comunitariamente questa giornata la Caritas, oltre alla liturgia domenicale e alla messa celebrata dal vescovo, promuove, come segno di solidarietà, una raccolta di beni materiali

Partecipa anche la Diocesi di Forlì-Bertinoro alla IV Giornata Mondiale dei Poveri, indetta da Papa Francesco in tutto il mondo cristiano per domenica 15 novembre. Alle 11.30, presso la parrocchia di Santa Maria del Fiore, si terrà la santa Messa presieduta dal vicario generale diocesano mons. Giampietro Fabbri. Per vivere comunitariamente questa giornata, il direttore della Caritas diocesana Filippo Monari annuncia che la sua organizzazione, oltre alla liturgia domenicale e alla messa celebrata dal vescovo, promuove, come segno di solidarietà, una raccolta di beni materiali: generi alimentari (in particolare tonno, zucchero, olio, carne in scatola a lunga conservazione, riso, latte Uht), intimo da uomo (mutande e calzini), prodotti per l’igiene, scarpe uomo (nuove), materiale scolastico, prodotti per l’infanzia e indumenti per bambini.

Per ricevere informazioni si può telefonare alla segreteria diocesana della Caritas, al numero 054330299, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. Nelle rispettive parrocchie e attraverso una rete di volontari, l’Azione Cattolica collabora all’iniziativa promuovendo il “laboratorio dell’azione”. Come ulteriore proposta, la Caritas promuoverà un laboratorio settimanale della Parola, che si terrà online per via della pandemia, dal titolo “Parola di fraternità”.

“Papa Francesco – scrive il Gruppo di Osservatori della Delegazione regionale Caritas Emilia-Romagna - nella sua lettera in occasione della IV giornata mondiale dei poveri, ci invita a prendere in mano il libro del Siracide, ad affiancare costantemente la Parola e la Preghiera, all’azione concreta nel servizio ai poveri”. Specifica che “tenere lo sguardo rivolto al povero è difficile, ma quanto mai necessario per imprimere alla nostra vita personale e sociale la giusta direzione. Non si tratta di spendere tante parole, ma piuttosto di impegnare concretamente la vita, mossi dalla carità divina”.

La Caritas Emilia-Romagna non si è mai fermata, neppure in questo tempo di pandemia, dove ciascuno di noi è stato messo alla prova dovendo fare i conti con limiti, restrizioni, senso di insicurezza, paura. Basta vedere gli oltre 16mila colloqui realizzati da gennaio ad agosto dai Centri di Ascolto, diventati contatti telefonici attivi, con numeri sempre disponibili per qualsiasi emergenza, il lavoro delle Mense, che si sono trasformate in “ristoranti che fanno cibo da asporto” con oltre 100mila pasti distribuiti in massima sicurezza e i 70.500 pacchi viveri consegnati, di cui più di 8mila a domicilio (il 20% in più rispetto al 2019). “I pacchi viveri hanno ricevuto un’esplosione di richieste, il bisogno alimentare è stato il segnale più forte dell’aumento delle situazioni di povertà, segnalato da tutte le Caritas diocesane della regione”.

La Delegazione regionale Caritas Emilia-Romagna spende una parola anche per le accoglienze, che hanno visto notevoli trasformazioni: “C’è chi ha modificato i dormitori in strutture residenziali, mantenendo gli ospiti che erano presenti prima del lockdown; chi, sostenuto dal Comune, ha individuato appartamenti e B&B e li ha destinati all’accoglienza di persone senza dimora; parrocchie che hanno messo a disposizione stanze o appartamenti pur di non lasciare nessuno per strada; B&B, alberghi, residence che hanno offerto le proprie strutture a prezzi modici, che le persone hanno potuto pagare grazie al Reddito di Cittadinanza o con altre entrate quali Cassa Integrazione, Disoccupazione, Bonus, Redditi di Emergenza”.

In Emilia Romagna sono state, inoltre, garantite 52mila notti a circa 300 senza dimora e 6mila docce, senza dimenticare i 6mila capi d’abbigliamento distribuiti e il sostegno economico ed educativo richiesto da parte di numerose famiglie. “Non sappiamo cosa ci aspetta per il tempo futuro – conclude il Gruppo Osservatori Caritas Delegazione Emilia-Romagna – anche se temiamo un forte aumento di persone che verranno a bussare alla nostra porta. Ci auguriamo che continui a rimanere sveglio il senso e lo spirito di fratellanza e solidarietà che abbiamo riscontrato al tempo del lockdown, cercando di mettere in pratica la nuova enciclica del Papa: “Fratelli tutti”, perché solo insieme si può superare questo periodo così difficile”.

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