Diocesi

La festa della Beata Vergine del Monte Carmelo. La solennità ritorna nella chiesa di corso Mazzini

Quest’anno la solennità ritorna nella cornice naturale della chiesa di corso Mazzini, riaperta al culto e ai visitatori il 10 novembre scorso, al termine degli impegnativi lavori di restauro di tetto e capriate della navata centrale

Carmine in festa per la Beata Vergine del Monte Carmelo. Quest’anno la solennità ritorna nella cornice naturale della chiesa di corso Mazzini, riaperta al culto e ai visitatori il 10 novembre scorso, al termine degli impegnativi lavori di restauro di tetto e capriate della navata centrale. Il culmine della festa religiosa è in programma domenica, alle 20.30, con la messa presieduta dal vescovo di Forlì - Bertinoro mons. Livio Corazza. La liturgia eucaristica sarà arricchita dal rinnovo dei voti del Terz’Ordine Carmelitano e dalla supplica alla Vergine, con la gemma finale rappresentata dalla processione con la statua della Madonna, che percorrerà corso Mazzini, piazza Saffi, via dei Filergiti, via Fratti, corso Mazzini e rientro al Carmine. Sempre domenica, sante messe alle 8 e 11 celebrate rispettivamente dal cappellano e dal parroco del Centro storico, don Guy Kone e don Nino Nicotra.

Al termine benedizione e consegna degli scapolari. Alle 18.30 recita del rosario e canto delle litanie, preghiera del vespro, adorazione e benedizione eucaristica. Nelle serate dal 13 al 15 luglio dedicate al Triduo di preparazione, è prevista la recita del Rosario alle 20, seguita alle 20.30 dalla messa predicata da don Saverio Licari, cappellano della Casa di riposo Zangheri e della Polizia di Stato di Forlì. Se giovedì si pregherà in suffragio di padre Nazzareno Mauri, ultimo carmelitano residente a Forlì morto quattro anni fa, il 14 sarà la volta di Cristina Betti del Terz’Ordine Carmelitano nel terzo anniversario della scomparsa e il 15 dell’architetto Roberto Pistolesi, morto nel 2020. Da mezzogiorno del 15 luglio, giorno della vigilia, a tutto il 16 è possibile ottenere l’indulgenza plenaria alle condizioni previste: confessione e comunione, recita del Credo e preghiera secondo le intenzioni del Papa. Nei giorni del triduo e della festa, davanti alla sacrestia si raccolgono offerte per contribuire alla manutenzione e alla cura della chiesa del Carmine. L’Ordine dei Carmelitani è uno dei più antichi nella storia della Chiesa. Il suo nome trae origine dall’omonima collina sopra la città di Haifa, in Israele, su cui, secondo i libri storici e il Vecchio Testamento, si rifugiò in preghiera intorno all’anno 860 a. C. il profeta Elia. Alcuni Crociati occidentali, tra il 1192 e il 1209, vollero seguire il suo esempio consacrandosi al servizio della Madonna: nacquero così gli “Eremiti di Nostra Signora del Monte Carmelo”.

La prima “Regola di vita” dell’Ordine risale al periodo di Sant’Alberto, patriarca di Gerusalemme. L’arrivo dei carmelitani in Europa è datato 1235, l’anno in cui due religiosi ottennero il permesso di fondare una casa a Valencienne, in Francia. Intanto la Terra Santa veniva progressivamente rioccupata dai Mussulmani e l’esodo dei Carmelitani verso l’Europa fu quasi totale. Dal primitivo ramo nacquero i Carmelitani Scalzi, riformati nel 1568 da Santa Teresa d'Avila e da San Giovanni della Croce. L’arrivo dei frati a Forlì risale invece al 27 agosto 1347, data di fondazione della chiesa dell’Annunziata e del convento. Tal Peppo di Orebono anche a nome della moglie Caterina, fece dono ai Carmelitani di un terreno con casa “in vinea abbatis”, la vigna dell’abate di San Mercuriale. Il nucleo originario di 12 frati elesse come primo superiore il bolognese fra’ Cambio. La chiesa attuale, il più antico luogo di culto carmelitano di Romagna e Marche, è stata radicalmente rifatta nel 1735 su disegno di fra Giuseppe Merenda. 

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