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La Forlì che non va, "in centro boccio negozi, ristoranti, locali ed eventi"

Cosa fare per migliorare il centro? C'è da giurarsi che ogni cittadino avrebbe la sua ricetta per risollevare il cuore della città. Per la rubrica 'La città che non va', registriamo questa volta l'intervento di una giovane forlivese

Cosa fare per migliorare il centro? C'è da giurarsi che ogni cittadino avrebbe la sua ricetta per risollevare il cuore della città. Per la rubrica 'La città che non va', registriamo questa volta l'intervento di una giovane forlivese che elenca ciò che non va nel centro cittadino. Per inviare una segnalazione per 'La Forlì' che non va' inviare una e-mail (non anonima e possibilmente con materiale fotografico) a redazione@romagnaoggi.it
 

I PROBLEMI DEL CENTRO

Nella sua disamina delle problematiche del centro parte dai negozi: “La maggior parte dei negozi siti nel centro hanno chiuso a seguito dell'apertura del centro commerciale in zona Fiera e Forlì ne ha risentito moltissimo tanto e vero che ora il centro è morto. I cittadini forlivesi ora come ora si spostano completamene dalla zona centrale e quindi il degrado si nota ancora di più. In diverse città vicino alla nostra, come Cesena e Faenza ad esempio, questa situazione non si riscontra e, anzi, si nota palesemente una grande varietà di negozi dove poter far acquisti seppure si trovino molto vicini tra loro. La pecca più grande della città forlivese è quella di far aprire negozi della medesima catena con gli stessi articoli in zone troppo vicine il che , inevitabilmente, alla chiusura di alcuni di questi perché andare avanti tutti è quasi impossibile”.

Quindi i locali per i giovani: “A Forlì non si trovano veri e propri punti di aggregazione per i giovani e mancano anche locali che abbiano qualche iniziativa divertente e stimolante. Le potenzialità di Forlì sono esagerate dal punto di vista delle dimensioni ma nessuno si è mai preso la briga di azzardare con qualcosa di nuovo e diverso dal solito per cui i giovani molto spesso si ritrovano ad andare in altre zone oppure a vagare per il centro per poi scegliere il posto migliore tra quelli disponibili”. E i ristoranti: “La ristorazione è molto carente e mancano locali abbordabili e alla mano per poter ravvivare un po' il centro. I ristoranti frequentati si dislocano nella periferia e nelle colline forlivesi e anche questo determina una moria generale nella restante parte della città”.

Protesta anche per via giorgio regnoli via ravegnana corso diaz corso garibaldi: “Queste vie del centro sono state prese d'assedio da parte degli extracomunitari che ora rappresentano la maggior parte della popolazione presente. Sono sempre state vie ricche di negozi ma ora tutto ciò si è perso completamente al fronte di negozi etnici di varia natura”. Infine, l'organizzazione degli eventi lascia a desidera nella visione della nostra lettrice: “Gli eventi forlivesi sono sempre molto pochi e nonostante questo sono tutti organizzati con pressapochismo e disinteresse. i "mercoledi del cuore" e i "venerdìsera" ne sono l'esempio lampante: in entrambi i casi manca qualcosa che pubblicizzi bene l'evento e che consenta alla gente di sapere quali siano le proposte e le idee pensate per l'occasione”.

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