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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

La "Lettera agli adulti" che Fridays For Future ha consegnato al Papa: "La battaglia per il clima è ancora al presente"

Giacomo Zattini, di Fridays for Future, illustra i contenuti della lettera consegnata sabato mattina a Papa Francesco

"La battaglia per il clima non ha una visione futuristica, ma è ancorata nel presente". Giacomo Zattini, di Fridays for Future, illustra i contenuti della lettera consegnata sabato mattina a Papa Francesco. Argomenti che devono interessare anche le nuove generazioni, spiega Zattini, "perché qui si tratta di fare un patto come società, decidere insieme dove andare nei prossimi 10 anni. Se ci andremo in un certo modo, garantiremo un futuro vivibile ai giovani e un presente più sano agli adulti".

Argomenta Zattini: "È di qualche giorno fa la notizia che l'Organizzazione mondiale della Sanità ha rivisto i limiti di pericolosità degli inquinanti presenti nell'aria. La soglia limite (quella che fa scattare i limiti al traffico nelle nostre città) per alcuni di loro è stata dimezzata. L'inquinamento uccide milioni di persone nel mondo ogni anno, 60.000 in Italia. Chi non muore, si intossica e soffre di altre patologie o disturbi connessi, anche gravi".

"Tutti noi, ogni giorno ne soffriamo.Una vera transizione ecologica, un cambio di sistema coraggioso, porterebbero non solo ad una riduzione delle emissioni climalteranti, ma anche ad una riduzione degli inquinanti - prosegue -. Con questo banale esempio voglio dire che la battaglia per il clima non ha una visione futuristica, ma è ancorata nel presente. E nel presente non vivono solo i giovani, ma tutti. Per cui ognuno in questo momento storico dovrebbe farsi sentire e sentirsi coinvolto. E tutto ciò che conta è farlo rapidamente e insieme".

Il contenuto della lettera

"Ogni generazione ha vissuto un periodo storico denso di sfide. In tanti tra voi, adulti di oggi, avete intrapreso battaglie per un mondo migliore e in tanti tra voi le portate avanti tutt'ora. Altri di voi, invece, si sono persi per strada, forse stanchi o rassegnati. Siete intorno a noi, nostri coetanei di qualche tempo fa. Siete i nostri professori, le nostre forze dell'ordine, i nostri politici. I nostri nonni, zii, genitori. Vi diciamo la verità: vi capiamo. Quando si diventa grandi e si vedono tante cose sbagliate, il mondo può iniziare a sembrare un posto più noioso e prevedibile, e si iniziano a guardare quasi con tenerezza i giovani che ancora credono di poter cambiare le cose. Oggi, al centro delle preoccupazioni di noi giovani, troneggia l'emergenza climatica. La nostra rabbia, paura e insofferenza di fronte alla crisi che avanza, ma anche la passione con la quale ci impegniamo, potrebbero forse apparire a molti di voi come un chiaro segno di gioventù, un indice di non ancora piena maturità, un non essersi ancora confrontati con la vita reale. 

Ecco, vogliamo parlarvi di questa specie di gioco delle parti: noi giovani non stiamo giocando a fare gli idealisti, e non possiamo permetterci che la battaglia per il clima diventi l'ennesima battaglia persa di un'altra generazione di giovani di belle speranze.  Questa volta, cari nonni, cari zii e cari genitori, abbiamo bisogno di essere uniti. Noi giovani e voi adulti di questo Paese, nostri ex coetanei. In questo momento storico, l'unità è fondamentale. Voi avete la saggezza di chi ne ha viste tante, noi l'entusiasmo di chi ne ha viste poche. Voi avete in mano il nostro Paese, la politica, l'economia. Fate le leggi, votate, decidete per molti di noi, lavorate. Noi siamo in minoranza, voi siete in maggioranza. Nessuno si salva da solo, e il tempo è molto poco. 

Non sono tanti i momenti nella storia in cui ad ognuno è richiesto di scegliere da che parte stare. Con la catastrofe climatica in corso e le condizioni del pianeta in rapido peggioramento, con i prossimi anni che si prospettano decisivi per vincere o perdere questa battaglia epocale, questo è uno di quei momenti, e non è facile.  Ma gli ideali e le speranze con cui vi scriviamo, ne siamo sicuri, hanno mosso tutti voi, adulti di oggi su cui poggia il mondo intero. E speriamo possano tornare presto a farsi sentire, più forti che mai, nelle nostre città, sull’esempio di quest'ultimo Sciopero Globale per il Clima, del 24 settembre. Fate la vostra parte finchè c’è tempo, insieme ai giovani di tutto il mondo. Senza la pretesa di cambiare le cose da un giorno all’altro, ma con la consapevolezza di essere dalla parte giusta, insieme. Il resto, poi, sarà Storia". 
 

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