La madre è infermiera alla Zangheri e si è ammalata di Covid, la figlia: "Compio 19 anni lontana da lei"

" Ma fino all’ultimo, dopo tante ore lavorative giornaliere e cerando di coprire il lavoro delle altre colleghe ha fatto tutto ciò che poteva per i suoi poveri anziani"

Non solo numeri, ma storie personali di sacrifici. C'è questo dietro i dati che spesso sintetizzano e un po' disumanizzano la tragedia dell'epidemia di Covid-19. Solo alla casa di riposo 'Pietro Zangheri', dove si contano 8 decessi, ci sono circa 115 positivi tra anziani ospiti e personale. E proprio dai familiari dei lavoratori della casa di riposo emergono storie di difficile convivenza con il virus, come quella illustrata dalla figlia di una operatrice socio-sanitaria (Oss) che in una lettera aperta ha voluto dire pubblicamente quanto è orgogliosa di sua madre. Anche la giovane figlia di un'infermiera racconta la sua storia e il suo "strano compleanno". Queste le sue parole.

Spiega la lettera: "Mia madre Gabriela è infermiera nella Casa di Riposo Pietro Zangheri di Forlì e sfortunatamente come tante altre infermiere e Oss si è ammalata di Covid-19. Ma fino all’ultimo, dopo tante ore lavorative giornaliere e cerando di coprire il lavoro delle altre colleghe ha fatto tutto ciò che poteva per i suoi poveri anziani. La notte non dorme pensando a tutte quelle vite umane che sono morte. Ieri ho compiuto 19 anni. Questo compleanno è stato un po’ diverso, ho festeggiato per la prima volta senza la mia famiglia, senza i miei genitori, senza la mia piccola Gio e senza i miei fratelli odiosi. Oggi ho festeggiato il compleanno solo con mia ‘nonna’. Che poi mia nonna non è. Sfortunatamente martedì la mia mamma, il mio punto di riferimento e il mio esempio fin da quando ero piccola, è risultata positiva al Covid-19. E' un’infermiera. Nell’ultimo mese ha fatto turni di 14/16 ore a giornata per coprire gli altri infermieri che, sfortunatamente, si sono ammalati anche loro. Io ho dovuto prendere qualche vestito e andare via per stare con mia ‘nonna’ e non lasciarla da sola siccome non autosufficiente".

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"La mia famiglia mi manca tanto tanto e non vedo l’ora di rivederla. Ma questo purtroppo va fatto. Va fatto per evitare che altre persone continuino ad ammalarsi di questo stupido virus del cavolo. Quindi amici e non amici mi raccomando state a casa! Sono la prima che all’inizio non aveva capito la gravità di tutto ciò e si preoccupava solo del caffè al bar dopo pranzo, ma poi inizi a capire tutto quando vedi la persona a cui tieni di più stare male, non riuscire a parlare o respirare! Respirare, la cosa più bella e importante che ci sia! Non vi rassicurerò dicendo di guardate Netlfix, cucinare, fare sport e tutte quelle altre cose. So bene che dopo un mese vi siete stancati anche di tutto ciò. Resistiamo un altro po’ anche se so che è difficile, ma ricordatevi che dopo sarà tutto più bello.. anche le cose più banali". 

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