Venerdì, 15 Ottobre 2021
Cronaca

La mostra sul culto di Dante sotto il fascismo proroga l'apertura: "E non chiederemo il green pass"

“Abbiamo registrato un grande successo di pubblico soprattutto al di fuori della regione ed anche tanti stranieri da Francia e Germania, ma il lungo tempo di apertura non è stato sufficiente."

La mostra storico-documentaria "La Fortuna di Dante nel Ventennio", che ha iniziato la sua esposizione  il 15 maggio a Palazzo Bianchedi in angolo con Piazza Saffi e Corso della Repubblica a Forlì, e che racconta la visione di Dante da parte del Fascismo e di Mussolini,  non ha chiuso il 4 agosto come previsto, ma viene prorogata fino a domenica 22 Agosto.  “Dopo le aperture straordinarie di questa settimana, sabato e domenica compresi, espletate per andare incontro alle ultime richieste di visita e di prenotazione, siamo stati costretti a prorogare la mostra fino al 22 agosto perché nel frattempo ci sono giunte altre numerose richieste di visita alle quali non potevamo rimanere insensibili”, spiega il curatore Francesco Minutillo.

“Abbiamo registrato un grande successo di pubblico soprattutto al di fuori della regione ed anche tanti stranieri da Francia e Germania, ma il lungo tempo di apertura non è stato sufficiente. Insieme al San Domenico siamo stati la proposta culturale espositiva temporanea di maggior durata a Forlì e già questo è un vanto. Ora la proroga certifica il grande interesse per questa mostra che è stata inserita anche nel catalogo nazionale delle proposte di alcune università italiane tra cui addirittura quella di Palermo. Ci sarà tempo e modo - conclude Minutillo - er esporre ed analizzare i risultati concreti di questa esperienza culturale. Intanto ci godiamo queste due ulteriori settimane di apertura. Poi, chissà? magari le sorprese non sono ancora finite”.

La proroga ricade nel periodo in cui è entrato in vigore il Green Pass obbligatorio per i luoghi della cultura. La mostra a pochi passi da piazza Saffi, tuttavia, non vedrà la richiesta della certificazione verde, come conferma lo stesso Minutillo. La gran parte delle mostre italiane, grandi e piccole, hanno inserito la richiesta del green pass, allineandosi alla prescrizione che riguarda tutti i musei, le biblioteche e i luoghi di cultura. Ma quella che mette in relazione il culto di Dante sotto il fascismo non andrà in quella direzione. Un atto di disobbedienza? Per Minutillo no: "Non rientriamo come mostra, dato che la nostra è un'esposizione culturale temporanea e non un museo. È necessario essere molto attenti alle pieghe delle norme e non piegarsi supinamente e senza ragion veduta. A noi risulta così, per le altre mostre avranno studiato male"

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