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La nuova chiesa delle monache Clarisse è realtà

Anche per le Sorelle Povere di Santa Chiara, meglio conosciute come Clarisse di San Biagio, è tempo di disgelo. Sta, infatti, per realizzarsi il sogno di avere una chiesetta interna al monastero

Anche per le Sorelle Povere di Santa Chiara, meglio conosciute come Clarisse di San Biagio, è tempo di disgelo. Dopo tanto spalare, azione che le 7 monache di clausura di piazzetta Garbin hanno condotto di pari passo con il pregare, adesso si profila il momento della festa. Sta, infatti, per realizzarsi il sogno di avere una chiesetta interna al monastero, ma aperta a tutti coloro che vorranno unirsi a loro nella preghiera.

“Mentre desideriamo esprimervi la nostra riconoscenza per il vostro contributo a favore dell'ingente opera di ristrutturazione in cui siamo impegnate, abbiamo la gioia di comunicarvi che sabato 19 maggio 2012, alle 16, sarà consacrata la nostra chiesa dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, detta della Ripa”. Anche se molto resta da pagare e dovranno farsene carico a poco a poco, le monache ringraziano la nutrita schiera di benefattori, capitanati dall’associazione “Amici del Monastero”, la stessa che da un decennio coordina gli sforzi di reperimento delle risorse pro Clarisse. Iniziati esattamente dodici anni fa, i lavori registrano il rifacimento pressoché completo della foresteria, dell’ala est e delle coperture del complesso. Sebbene manchi all’appello proprio la residenza attuale delle suore, o “corpo C”, come lo definisce il coprogettista e direttore di cantiere Andrea Pasini, le “Sorelle Povere di Santa Chiara” hanno deciso di forzare la mano alla provvidenza, puntando direttamente alla nuova chiesetta. “Sarà luogo di preghiera e di incontro col Signore, che avrà accesso per tutti da via San Giovanni Bosco, 4”.

Nel nuovo ambiente troverà dimora definitiva l’affresco della Beata Vergine delle Grazie, in cerca di una sistemazione sin dalla soppressione del Monastero della Torre, decretata dalle truppe napoleoniche nel 1797. L’effigie trecentesca è chiamata anche “Madonna della Ripa”, perché dipinta sul muro del Molino della Ripa, che utilizzava l’acqua di un braccio secondario del Montone oggi interrato. L’icona era venerata dal popolo perché rimasta miracolosamente illesa in una straordinaria piena del fiume. Gli stessi forlivesi nel 1495 vollero metterla al sicuro, affidandola alle Clarisse, che all’epoca dimoravano nel grande monastero della Ripa, oggi abbandonato e in attesa di recupero. E qui rimase per tre secoli. “Quando – spiega la superiora suor Roberta Bruschi – nel 1892 le nostre consorelle si stabilirono definitivamente a San Biagio, l’immagine le raggiunse qui. Ora desideriamo che sia proprio lei a vegliare su questo nuovo spazio di vita e di incontro con la città”. Sempre a proposito della nuova chiesetta, si sprecano gli elogi per la Ditta Soles, che sta completando i lavori nonostante il vuoto spinto delle casse delle monache. Si può concorrere al completamento della chiesetta, utilizzando il c/c postale 17820473 intestato a “Monastero delle Clarisse di San Biagio, Forlì”. Le stesse suore con un pieghevole suggeriscono altri modi di contribuzione al completamento della chiesetta: “Versando 15 euro si può adottare un mattone, oppure coprire un metro quadro di pavimento con 50 euro, sino a regalare una delle 14 vetrate istoriate disegnate da Franco Vignazia, del costo di 3.000 euro cadauna” A chiunque versi almeno 300 euro sul loro conto corrente, sarà donata una terracotta con l’effige della Madonna della Ri
 

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