La protesta della Cisl: "Oss non viene reintegrata dall'azienda: senza stipendio da 9 mesi e ora sotto sfratto"

La donna è dovuta ricorrere al giudice del lavoro che ha condannato il datore di lavoro al reintegro e al pagamento dello stipendio, secondo quanto si legge in una nota del sindacato Fisascat-Cisl

Una lavoratrice si trova da 9 mesi senza stipendio: è la situazione di un'addetta di una cooperativa sociale in attività presso la casa di riposo 'Drudi' di Meldola. La donna è dovuta ricorrere al giudice del lavoro che ha condannato il datore di lavoro al reintegro e al pagamento dello stipendio, secondo quanto si legge in una nota del sindacato Fisascat-Cisl. “La signora ha subito addirittura lo sfratto a causa delle difficoltà economiche per il mancato pagamento dei suoi stipendi. Quello che la lavoratrice chiede è solo di poter tornare al proprio lavoro presso l’Istituzione Drudi di Meldola, come decretato dal giudice”, spiega  Carlo Piazzese della Cisl.

Secondo quanto riporta il sindacato “dopo la prima sentenza la dipendente si è presentata al lavoro pensando di ricominciare l’attività, ma l’impresa non le ha permesso di prendere servizio. A quel punto la lavoratrice ha chiamato i Carabinieri che sono intervenuti e, malgrado abbiano visionato la sentenza, non hanno potuto che rilevare l’episodio. L’incredibile è accaduto dopo – stigmatizza – la cooperativa ha sanzionato l'addetta con quattro giorni di provvedimento disciplinare e relativa decurtazione della paga, che comunque non percepisce da settembre scorso”. La dipendente e il sindacato Fisascat CISL hanno impugnato anche questo provvedimento.

Questa la ricostruzione dell'accaduto per la Cisl: “L’origine dei fatti risale al febbraio del 2019 quando la lavoratrice è rimasta suo malgrado vittima di un infortunio sul lavoro. Nel luglio dello stesso anno, prima di riprendere servizio a seguito dell’assenza per infortunio, la lavoratrice è stata  sottoposta a visita medica da parte del medico competente dell’azienda, il quale ha consentito la ripresa del lavoro, ma con alcune limitazioni per un anno, in quanto l’incidente aveva lasciato dei postumi. A seguito di tale referto del medico competente, in cui si certificava comunque l’idoneità al lavoro di OSS (Operatore Socio Sanitario), la lavoratrice ha chiesto formalmente per tramite del sindacato Fisascat CISL Romagna di Forlì di essere riammessa in servizio, ma la cooperativa le ha comunicato la sospensione dal lavoro a tempo indeterminato senza alcuna retribuzione. La lavoratrice è stata costretta quindi a ricorrere al Tribunale tramite il sindacato insieme all’avvocato Fabrizio Flamini, ricevendo sentenza a suo favore sia in primo che in secondo grado”. “La cooperativa è stata condannata alla riammissione in ruolo in base alle indicazioni del medico competente e al pagamento di tutte le spese legali - spiega Piazzese - ma a oggi, dopo più di venti giorni dalla seconda sentenza, la lavoratrice non è ancora stata reintegrata e non percepisce nessun stipendio”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Pensioni dicembre: pagamento anticipato, il calendario per ritirarle alla Posta

  • Chiude supermercato in corso della Repubblica, ma non si spegne la vetrina e restano i servizi ai residenti

  • Dopo la morte del figlio, l'anziana titolare si ritira: la prima fabbrica di cioccolato della Romagna è in vendita

  • Violento schianto frontale sul rettilineo: grave una donna, soccorsa con l'elicottero

  • Porta loro da mangiare, viene aggredito dai cinghiali che aveva "adottato": trasportato d'urgenza al Bufalini

  • Lo storico marchio della piadina cambia di proprietà. La produzione resta a Forlì

Torna su
ForlìToday è in caricamento