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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

La protesta di Nursind: "Infermieri mandati al macello, alla fine qualcuno dovrà rispondere"

"La denuncia del sindacato degli infermieri non è fatta “su quanto sentito o letto” ma perché vissuto sulla pelle dei dirigenti sindacali stessi, che, lo ricordiamo, innanzitutto sono lavoratori impegnati in prima linea"

"Mettere fine al gioco al massacro cui sono sottoposti gli infermieri dell’azienda USL della Romagna. Dai dati emanati dall’Istituto Superiore
di Sanità, emerge che al 16 marzo scorso 178 operatori sanitari dell’Emilia Romagna sono stati infettati dal COVID-19 e buona parte di essi sono infermieri appartenenti ai quattro territori dell’AUSL della Romagna. Se consideriamo che non tutti gli infermieri sono stati sottoposti a tampone, allora il numero di operatori sanitari positivi al coronavirus va rivisto al rialzo": è quanto lamenta il sindacato autonomo degli infermieri Nursind.

"La denuncia del sindacato degli infermieri non è fatta “su quanto sentito o letto” ma perché vissuto sulla pelle dei dirigenti sindacali stessi, che, lo ricordiamo, innanzitutto sono lavoratori impegnati in prima linea e qualcuno anche in quarantena o positivo. In una pandemia prima bisognerebbe salvaguardare gli operatori sanitari, invece linee guida palesemente errate sulle quali sono state costruite procedure ancora più sbagliate hanno permesso e permettono tuttora la decimazione degli operatori sanitari in generale e di medici e infermieri in particolare. Ci arrivano denunce di colleghi a tutte le ore del giorno. Denunce di dispositivi di sicurezza non adeguati o assenti, oppure presenti ma “da usare con parsimonia”. Non possiamo accettare una situazione del genere. Rimarremmo volentieri a casa anche noi, ma non possiamo, dobbiamo uscire da casa e recarci nei reparti COVI (nel senso di covi di virus), per 6, 8, 10 e anche 12 ore consecutive. Non si può pretendere di far
indossare i dispositivi di protezione solo in presenza di casi sospetti o conclamati di coronavirus quando, sin dai tempi dell’epidemia nella sola Cina, si è a conoscenza che possono esserci anche delle positività asintomatiche trasmissibili", sempre la nota deil sindacato.

"Non si può pensare a coordinatori infermieristici che si ingegnano per costruire mascherine che, al massimo, potrebbero essere utili per carnevale. Nursind non ci sta! Alla fine di tutto questo qualcuno ci dovrà spiegare e, se ci sono stati errori, né dovrà rispondere. Adesso evitiamo polemiche sterili e continuiamo a lavorare a testa bassa perché il virus non aspetta".

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