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La Riabilitazione Comunitaria come aiuto nel percorso di riattivazione dei convalescenti da Coronavirus

"Finita l’emergenza – dichiara il dott. Germano Pestelli - la Riabilitazione comunitaria costituirà un sostegno concreto alle persone in uscita dal Covid19, per ritornare a muoversi e partecipare ad una vita attiva"

"La Riabilitazione comunitaria sarà un aiuto concreto alle persone in uscita dal Covid19, per ritornare a muoversi e partecipare ad una vita attiva". L’idea di avvalersi della RBC per il recupero dei soggetti colpiti dal Coronavirus una volta finita l’emergenza, è del medico forlivese Germano Pestelli. Com’è noto, la Riabilitazione su Base Comunitaria (Rbc), oggi rinominata Sviluppo inclusivo su base comunitaria, non si sostituisce in alcun modo alla riabilitazione di competenza medica, ma consiste in una attivazione motoria dell’anziano, facilitata dalla presenza di volontari adeguatamente formati e supervisionati da una figura professionale.

Con la sua proposta, l’ex primario di Medicina Riabilitativa all'ospedale Morgagni-Pierantoni e da tempo ambasciatore della RBC nel mondo, non fa altro che richiamare i Protocolli di Educazione Terapeutica dedicati alle persone in fase di recupero post-infezione da Covid-19, proposti da Simfer-Società Italiana di Medicina Fisica e Alternativa.

“La disabilità – dichiara Pestelli - è già di per sé una fonte di mancata partecipazione alle attività quotidiane per quanti ne sono affetti e per i famigliari. Il Coronavirus ha accentuato l’isolamento di persone che, in questo momento, per ragioni evidenti non possono uscire di casa e che hanno visto i loro servizi sospesi a causa della chiusura delle attività ambulatoriali di riabilitazione, sia pubbliche che private.

Nell’emergenza del Covid19 ci si trova nella stessa situazione dei post terremoti o tsunami, o nelle emergenze umanitarie conseguenti ad eventi bellici”. Ribadito che la Rbc è un aiuto fattivo tramite volontari per ritornare ad una vita normale, occorre distinguere le persone che, al momento dello scoppio epidemico, stavano già facendo un percorso riabilitativo, da altre che, per motivi di malattia o lesioni secondarie all’evento, sono costrette ad un periodo di “fermo”.

I presìdi forlivesi di offerta continuativa della Rbc, tutti coordinati da Pestelli ma sospesi già da febbraio, sono il nucleo originario di Santa Maria Nuova di Bertinoro, presso l’Associazione Ricci e Matteucci, il Salone parrocchiale di San Paolo Apostolo e il nuovo Centro di Riattivazione Comunitaria di Barisano, operativo da novembre. "Sia i soggetti già sottoposti a RBC che i convalescenti da Covid19 – precisa Pestelli - avrebbero bisogno di attività riabilitative tempestive ed applicabili, in grado di sopperire alla mancanza di movimento e alla ripresa di una funzione".

"Per quanti escono dal Coronavirus – continua lo specialista – una volta cessate le misure di contenimento sarà importante effettuare esercizi per mantenere una buona muscolatura dei muscoli della gabbia toracica, ma anche per favorire, soprattutto nei momenti della convalescenza, la funzione respiratoria e gli scambi di ossigeno". Questo varrà sia per i ricoverati che per le persone poste in quarantena.

"Dobbiamo ricordarci – conclude Pestelli - che queste persone devono ritornare ad una normale vita attiva di partecipazione sociale, per cui necessitano anche di riattivazione motoria". 

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