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Sabato, 18 Maggio 2024
Inclusione sociale / Meldola

La rinascita del Palazzo del Podestà nel segno dell'inclusione sociale: nel borgo medioevale troverà casa il laboratorio di CavaRei

Il contenuto del progetto presentato dal Comune non è un semplice intervento fisico di recupero, ma è il frutto di un processo di coprogettazione svolto insieme alla Cooperativa CavaRei

Arrivano dalla Regione Emilia Romagna  730mila euro al Comune di Meldola per il restauro del Palazzo del Podestà e la riqualificazione di Piazzetta Brunori nell’antico Borgo che porta alla Rocca di Meldola. "Il contenuto del progetto presentato dal Comune non è un semplice intervento fisico di recupero, ma è il frutto di un processo di coprogettazione svolto insieme alla Cooperativa CavaRei che da anni è presente nel centro bidentino con un laboratorio socio occupazionale per persone con disabilità - spiegano il sindaco Roberto Cavallucci e l'assessore ai Lavori Pubblici Filippo Santolini -. Il progetto, dal costo complessivo di 1.700.000 euro, ambisce alla rigenerazione urbana del borgo medioevale posto al di sotto della Rocca di Meldola innescando questo processo attraverso il recupero del Palazzo del Podestà e dei prospicienti spazi pubblici della Piazzetta del Podestà e del Vicolo Rocca, siti nel cuore del centro storico, nella parte più antica della città".

La riqualificazione del Palazzo del Podestà servirà quale nuovo spazio per trasferire il laboratorio socio occupazione di CavaRei e sarà soprattutto luogo disponibile per la comunità con una sala polivalente a disposizione delle associazioni del territorio. Il processo nasce nel febbraio 2020, quando CavaRei esprime all’amministrazione comunale la necessità di trovare uno spazio più adeguato per accogliere i propri servizi. Contestualmente, il Comune vorrebbe riqualificare l’antico borgo di Meldola e recuperare il Palazzo del Podestà in situazione strutturale molto compromessa. Quando nell’autunno scorso la Regione emette il Bando Riqualificazione Urbana 2021, CavaRei e il Comune di Meldola hanno costruito un progetto frutto degli strumenti messi a disposizione dalla Riforma del Terzo Settore, strumenti attraverso i quali Amministrazione Pubblica e Enti del Terzo Settore possono dialogare in modo efficace per generare impatto sulla comunità attraverso processi di co-progettazione.

"La volontà dell’Amministrazione Comunale è recuperare il Palazzo del Podestà per creare un spazio di socialità che ospiti servizi per la collettività e che si apra e dialoghi con essa (anche mediante la riqualificazione della piazzetta antistante il palazzo) innescando e supportando in particolare un percorso di rigenerazione sociale del borgo insieme alla comunità che lo abita - rimarcano Cavallucci e Santolini -. Data la sua ubicazione, il Palazzo del Podestà rappresenta il luogo ideale per accogliere un centro di socialità in una sorta di continuità della funzione aggregativa che nel corso dei secoli il palazzo ha sempre svolto. Dal punto di vista della dimensione sociale il progetto di rigenerazione si incardina intorno al concetto generativo dell’abitare la prossimità come elemento connotante di una città che “si prende cura di sé stessa”.

In questo ambito il Comune ha precedentemente implementato azioni significative in merito a percorsi di co-progettazione con cittadini e avviato un processo di co-progettazione con l’Impresa Sociale CavaRei; è stato pertanto possibile sottoscrivere, in esito alla fase di coprogettazione ai sensi del Codice del Terzo Settore, una convenzione tra Comune e CavaRei che renderà fin da subito operative le azioni previste dal percorso di rigenerazione, riconoscendo CavaRei quale principale partner del progetto e futuro gestore degli spazi. Si punta pertanto ad implementare logiche di ricostruzione della comunità e di conseguente empowerment comunitario a partire dallo spostamento del Laboratorio Socio - Occupazionale dell’Impresa Sociale CavaRei per arrivare ad immaginare il fiorire di relazioni intorno ad un elevato livello di partecipazione che coinvolga in primo luogo gli abitanti del borgo ma che poi si allarghi a tutta la città.  

L’importo complessivo del progetto è di 1,7 milioni di euro di cui le spese di investimento per i lavori di restauro e riqualificazione del bene storico sono pari a 1,6 milioni (di queste circa 150mila euro per la riqualificazione della piazzetta antistante). Il co-finanziamento regionale è pari a 730mila euro di cui 30mila per la Premialità 2 (processo di coprogettazione). La quota del Comune di Meldola è di 870mila euro, di cui 94.063 euro per le spese di progettazione Definitiva ed Esecutiva precedentemente finanziate dal Ministero dell’Interno e già affidate. Per quanto riguarda le azioni e attività a progetto per il processo di rigenerazione è prevista, in seno alla convenzione sottoscritta con CavaRei, una spesa complessiva di 100mila euro di cui 44mila euro a carico dell'ente e 56mila euro a carico di CavaRei sulle tre annualità 2022, 2023 e 2024. In parallelo verranno attivate specifiche attività di crowdfunding e raccolta fondi per dare gambe alle specifiche azioni che emergeranno all’interno della progettazione partecipata con i cittadini.

"Un particolare ringraziamento va all'Associazione Borghi Autentici d'Italia (Bai), partner del progetto, che ha supportato l'Amministrazione attraverso il progetto “Vivere il Borgo” con cui ha messo a disposizione il supporto di  un consulente (architetto. Bollini) per la definizione delle linee strategiche di rigenerazione urbana - chiosano gli amministratori -. Infine un grande ringraziamento lo rivolgiamo alla Regione Emilia Romagna per l'importante contributo riconosciuto a questo progetto in cui crediamo particolarmente.

"Il punto cardine del progetto sarà il trasferimento del Laboratorio socio occupazionale sito attualmente in Via Cavour, nell’edificio recuperato - afferma l apresidente di CavaRei, Maurizia Squarzi -. Vuole essere un progetto di rigenerazione urbana, per cui attiveremo una figura chiave nel processo come quella del community manager, un operatore sociale fortemente radicato nel contesto, che avrà il compito di attivare funzionalità tipiche del portierato sociale e coordinare  nuovi servizi che saranno co- progettati con tutta la comunità meldolese per dare risposte nuovi bisogni .Il target principale dell’intervento sono 20 persone disabili, ma il progetto prevede il coinvolgimento di altre fasce della comunità meldolese".

"CavaRei - conclude -. vuole sviluppare un altro progetto di comunità con la comunità e vuole insieme all’Amministrazione Comunale valutarne l’impatto sociale. Il percorso che abbiamo delineato è una buona prassi di modalità previste dal nuovo Codice del Terzo Settore, un reale percorso di co-progettazione. Un sentito ringraziamento lo rivolgo al Consorzio Solidarietà Sociale di Forlì – Cesena, a cui CavaRei aderisce, che ha messo a disposizione le proprie competenze interne a supporto della redazione del progetto".

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