La Romagna per la prima volta “free zone” per le stragi del sabato sera

Riattivato l'Osservatorio Asaps, netta crescita dei sinistri del sud Italia con Sicilia, Campania e Puglia che piangono complessivamente 18 morti

E' atato riattivato nell’ottobre scorso l’Osservatorio Asaps sulle “Stragi del sabato sera” che era stato sospeso nel 2015 visto che il fenomeno sembrava assestato dopo un notevole ridimensionamento negli anni precedenti, -65% rispetto al 2001. "Dal 2018, tuttavia, è stato notato un ripetersi più frequente degli incidenti nelle due notti del fine settimana - spiega il presidente dell'Associazione Amici Sostenitori della Polizia Stradale, Giordano Biserni -. Il fenomeno aveva anche la caratteristica di presentarsi in modo vistoso non solo nei territori di elezione come appunto la riviera romagnola, quella veneta o quella del lago di Garda, ma anche nelle regioni meridionali. Dopo la scorsa estate con una preoccupante sequela di stragi notturne è stato quindi riattivato anche questo Osservatorio. Che negli ultimi tre mesi del 2019 aveva fatto registrare 115 incidenti gravi nei quali 72 persone (in gran parte giovani)  avevano perso la vita e 232 erano rimaste ferite. Poi anche il 2020 era partito sotto i peggiori auspici con la strage della Val Aurina e i 7 ragazzi tedeschi travolti e uccisi da un ubriaco anche se era la sera della Befana e non esattamente un fine settimana".  

Una istantanea della situazione nel primo semestre del 2020 vede un rallentamento vistoso anche di questo tipo di sinistrosità “grazie” al lockdown conseguente alla pandemia che ha bloccato per circa due mesi la circolazione con la chiusura anche dei locali di ritrovo dei giovani. "Ma i dati disponibili raccolti dall’Asaps permettono alcune riflessioni - precisa Biserni -. Gli incidenti importanti nelle due notti del fine settimana con almeno un conducente sotto i 40 anni di età sono stati comunque 135 (gli alert si attivano dalle 22 del venerdì alle 6 del sabato e dalle 22 del sabato alle 6 della domenica) di cui 68 al nord, 33 al centro e 34 nel sud. In questi incidenti 79 persone hanno perso la vita di cui 25 sotto i 20 anni, 18 sotto i 25 anni e 28 sotto i 40 anni. 16 di queste vittime erano di nazionalità straniera.  I feriti negli schianti delle due notti del fine settimana sono stati 249. Dei 135 incidenti gravi 58 sono avvenuti lungo le strade statali e provinciali, 14 sulla rete autostradale e 63 nelle aree urbane a dimostrazione che il fenomeno del nomadismo del divertimento e molto calato e le movide  nelle città hanno assunto un ruolo sempre più ampio".

"Un altro dato che sembra molto significativo è quello che dei 135 incidenti gravi ben 83 (61%)  sono avvenuti per sbandamento del mezzo senza il coinvolgimento di altri veicoli - continua -. In 115 dei 135 incidenti protagonista del sinistro è stata una autovettura,  in 18 una moto,  in due coinvolto un velocipede. In 33 incidenti è stato investito un pedone. Sono stati 10 gli incidenti plurimortali con 2 o più vittime. Sempre 10 gli incidenti di pirateria stradale nei quali un conducente si è dato alla fuga. Sono 6 gli episodi in cui è emersa nell’immediatezza l’ebbrezza alcolica del conducente e 7 quelli in cui è emersa a positività agli stupefacenti. Va precisato che in numerosi casi gli accertamenti sanitari vengono approfonditi nei giorni successivi e l’Osservatorio Asaps non riesce ad avere i dati definitivi. L’analisi della collocazione territoriale di questi incidenti ci racconta che il maggior numero  è avvenuto in Lombardia con 41 schianti e 13 morti, segue la Sicilia, regione nella quale l’Asaps aveva già notato l’inusuale frequenza del fenomeno con 12 incidenti e 7 vittime e  il Lazio con 11 incidenti e 5 vittime, l’Emilia Romagna con 10 e 9 vittime, la Toscana 8 incidenti e 4 vittime, le Marche sempre 8 incidenti e 3 vittime  la Sardegna ancora con 8 e 2 vittime, la Campania 7 incidenti e 5 vittime, il Piemonte 7 e 4 vittime, la Puglia con 6 incidenti e 4 vittime,  il Veneto sempre 6 e 3 vittime".

"Questi dati fanno emergere un aspetto nuovo e importante - viene osservato -. Il numero di incidenti nelle notti del fine settimana  èin netta crescita al sud e basta osservare i dati della Sicilia, della Campania e della Puglia con complessivamente 18 morti e zero morti invece in Romagna, la terra di elezione delle Stragi del sabato sera, quando negli anni ’80 e ’90 nelle tre province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini morivano 25 -30 giovani l’anno solo nelle notti del fine settimana. Nei primi sei mesi del 2020 infatti dei 10 incidenti con 9 morti registrati nella regione Emilia Romagna solo due incidenti sono avvenuti in Romagna: uno in provincia di Rimini e uno in quella di Ravenna con complessivamente due feriti e soprattutto zero morti!

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"Chi lo avrebbe mai detto che la Romagna sarebbe diventata “free zone” per le stragi? - si domanda il presidente dell'Asaps Biserni. - Ovviamente la chiusura di molti locali della notte ha inciso. Speriamo che alla totale riapertura prevalga la saggezza fra i giovani conducenti. Sarebbe ora auspicabile con l’estate il ritorno ad efficaci campagne informative sui rischi dell’alcol e dell’uso ormai indiscriminato del cellulare alla guida. Proprio per questo non è ammissibile un allentamento dei controlli. Intanto noi ricominceremo a parlarne in modo chiaro  anche alle famiglie e associazioni come ha sempre fatto l’Asaps".

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