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La scuola alla ricerca della memoria: i geositi di Romagna

La pietra ricavata dallo spungone (spugnosa) servì nei secoli a costruire in loco decine di fortificazioni e castelli difensivi di cui oggi restano intere strutture o purtroppo tracce da restaurare e valorizzare

Nell'ambito del progetto geositi che riguarda vari comuni del forlivese, la classe 2A della media di Castrocaro Terme appartenente all'IC Valle del Montone, si recherà mercoledì al Castello di Ceparano accompagnata dall'esperto storico Marco Sami e dagli insegnanti curricolari. Il progetto del Comune di Castrocaro Terme riguarda in modo particolare tre geositi dello "spungone" romagnolo, il Castello di Castrocaro, la rupe di Rio Cozzi e appunto il Castello di Ceparano con una serie di approfondimenti, visite e studi da parte dei sessanta alunni delle classi seconde della scuola media.

Lo spungone romagnolo è un tipo di roccia sedimentaria presente in Romagna in modo particolare da Capocolle di Bertinoro fino a Brisighella; esso rappresentava la baia romagnola quando alla base c'era il mare 3 milioni di anni fa e consiste in un'arenaria a base calcarea e organogena, costituita dalla stratificazione di fondali sabbiosi in prossimità appunto della costa, ricchi di conchiglie rimaste fossilizzate al loro interno. La pietra ricavata dallo spungone (spugnosa) servì nei secoli a costruire in loco decine di fortificazioni e castelli difensivi di cui oggi restano intere strutture o purtroppo tracce da restaurare e valorizzare. Senz'altro il Castello di Ceparano, che è ridotto a poco più di un rudere, è sconosciuto ai più, si trova nella Valle del Marzeno verso Modigliana e ha un'importante storia legata al Medioevo, dapprima ai Conti Guidi e successivamente ai Manfredi di Faenza fino al suo abbandono alla fine del 1500.

Proprio per questo l'Università di Bologna ha avviato operazioni di ricerca, scavo, recupero e speriamo restauro della rocca per trasformarla in un luogo di alto valore storico-naturalistico. In questo percorso si inseriscono perfettamente gli alunni della scuola che vi si recheranno per vedere, studiare e restituire alla cittadinanza ciò che avranno scoperto, durante un evento finale legato ad un altro progetto "quante storie nella storia" che si terrà al Castello di Castrocaro Terme nella prima metà di maggio 2020 insieme alle classi 2B (approfondimento su Rio Cozzi) e 2C (approfondimento proprio sulla rocca termale).

Sicuramente un modo di fare scuola dinamico che oggi più che mai rivela quanto sia importante far toccare con mano ai nostri ragazzi esempi concreti della storia, cercando di appassionarli e motivarli, seppur con fatica, per meglio conoscere e tramandare l'importantissima memoria del nostro territorio per non farlo diventare "pietre d'erba".

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