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La testimonianza di Bruno Laufer: "Così don Garbin salvò i perseguitati dalla deportazione"

Bruno Laufer (all’epoca dei fatti un bambino) ha ricordato come don Garbin salvò la sua famiglia di origine ebraica dalla deportazione

A oltre settanta anni da quando si verificarono i fatti, l’Opera Salesiana di Forlì ha rievocato l’impegno del salesiano don Garbin, primo direttore dell’Opera forlivese, nel salvataggio dei perseguitati dai nazifascisti e specificamente degli ebrei. Nell’incontro pubblico dal titolo “Accadde a Forlì” che si è tenuto domenica pomeriggio nella Sala Multimediale San Luigi, Bruno Laufer (all’epoca dei fatti un bambino) ha ricordato come don Garbin salvò la sua famiglia di origine ebraica dalla deportazione così come nascose tanti altri perseguitati nella canonica della chiesa di San Biagio o nel vicino Buon Pastore.

Dopo i saluti di don Piergiorgio Placci (direttore Opera Salesiana di Forlì), don Stefano Martoglio (Consigliere Generale della Congregazione Salesiana), monsignor Livio Corazza (vescovo di Forlì Bertinoro), Luciano Meir Caro (rabbino di Ferrara e delle Romagne) e
Gian Luca Zattini (sindaco di Forlì), sono intervenuti Paolo Poponessi (responsabile Cultura della Sala Multimediale San Luigi) e lo storico Giovanni Tassani.

Ha concluso l’incontro Noemi Di Segni, presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane (UCEI). E' stato inoltre proiettato il cortometraggio sulla vicenda della famiglia Laufer e l’opera di don Garbin “Avvolti dalla storia” con la regia di Maurizio Nari, realizzato con la collaborazione degli Istituti Superiori forlivesi e con il patrocinio del Comune di Forlì.

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