La Veglia di Pasqua, il Vescovo: "Questa pandemia ci ha fatto riscoprire l'importanza della parola di Dio"

La primavera del 2020 ha riservato un periodo di riflessione intenso, che ha visto la Chiesa unita nelle più profonde intenzioni di proporre un cambiamento sostanziale ai nostri tempi

E’ una Pasqua molto sentita, “che si inserisce nell’oggi della Chiesa e dell’umanità” secondo le parole del vescovo Livio Corazza, densa di messaggi evangelici per un rinnovamento spirituale e della propria vita in tutte le componenti, di riflessioni sul rinnovamento della vita sociale, sull’impegno personale nella convivenza in famiglia.

La primavera del 2020 ha riservato un periodo di riflessione intenso, che ha visto la Chiesa unita nelle più profonde intenzioni di proporre un cambiamento sostanziale ai nostri tempi, sia nelle scelte per il bene comune, sia nelle relazioni. Dai parroci, ai vescovi fino al Papa gli obiettivi sono quelle di riflettere per ricominciare diversamente. L’esperienza della fede vissuta sui social ha portato ad un incremento della presenza della preghiera nelle pagine Facebook delle parrocchie, contribuendo a dare un’immagine diversa della comunicazione sul web, nello stile e nella tipologia di messaggio lanciato alla comprensione di un pubblico eterogeneo, che si è lasciato sorprendere anche dall’ascolto dei momenti di preghiera e delle celebrazioni liturgiche mandate in connessione. Così, le liturgie del Sabato Santo sono state seguite sul web per lasciare spazio alle televisioni nella domenica di Pasqua. I benefici sono stati quelli di poter seguire una dopo l’altra le celebrazioni del parroco, del vescovo e del papa e di poter vedere immagini fino ad allora visibili solo nella partecipazione personale alla liturgia nella chiesa frequentata.

Nella veglia pasquale, le immagini dalle parrocchie della nostra diocesi, dalla Cappella della Madonna del Fuoco in Cattedrale, fino alla basilica di San Pietro hanno reso visibile la liturgia della luce con la benedizione del fuoco e l’ingresso nelle chiese buie, immagini molto suggestive dei monumenti più belli della cristianità e di altissima spiritualità. Dal parroco, al vescovo, al papa, unanime è stato il significato della veglia, prepararsi alla resurrezione di Cristo e a comprenderne il significato per i cristiani che l’attendono alla fine della vita. Una veglia vissuta quest’anno sia nella speranza cristiana per tutti i defunti che a causa del Coronavirus hanno lasciato il mondo, sia per coloro che sono impegnati nella lotta alla pandemia e alla difesa sociale dall’epidemia. Il vicario episcopale per la liturgia, don Roberto Rossi parroco di Regina Pacis, attraverso le parole di don Edidio si è concentrato specialmente sull’importanza “di far risorgere la luce pasquale dentro alle nostre case” e sulla vita sociale è stata ribadita l’importanza di abbracciare modelli cristiani. La Resurrezione richiama la fede e l’invito ad accostarsi al cristianesimo nella sua originalità può avvenire recuperando proprio l’adesione al cammino spirituale, unitamente alla preghiera.

L’invito fatto ai parrocchiani è stato quello di divenire testimoni della fede, per poter portare il Vangelo a tutti. Il vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro, Livio Corazza, nella liturgia in Cattedrale ha ricordato l’importanza della fede: “Questa pandemia ci ha fatto riscoprire l’importanza della parola di Dio”. In riferimento alla situazione sanitaria locale e nazionale Monsignor Corazza ha ricordato che “la notte è ancora lunga e dobbiamo coltivare ancora la virtù della pazienza. L’isolamento dalla vita sociale continua, ma la Pasqua di Cristo è già arrivata, la speranza è già rinata, la vittoria sulla morte è avvenuta e ne saremo prima o poi i testimoni oculari”.

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Poi, ha concluso l’omelia con la frase evangelica di Gesù Cristo: “Non abbiate paura. Io sono con voi, Io sono la resurrezione e la vita, chi crede in me non morirà in eterno”. Nell’omelia nella notte di Sabato Santo il Papa ha voluto insistere nel messaggio evangelico di non aver paura, perché nella resurrezione di Gesù c’è la speranza “perché Dio sa volgere tutto al bene” ed ha affidato a ciascun cristiano il compito di diffondere la speranza a tutti: “l’annuncio di speranza non va confinato nei nostri recinti sacri, ma va portato a tutti. Perché tutti hanno bisogno di essere rincuorati”, e ha concluso: “Noi, pellegrini in cerca di speranza, oggi ci stringiamo a Te, Gesù Risorto! Voltiamo le spalle alla morte e apriamo i cuori a Te, che sei la Vita”.

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