La vita ai tempi del Coronavirus - A distanza, verso la Pasqua: i videomessaggi delle maestre

La scuola e l'affetto ai tempi del Covid-19: in una videopoesia per le famiglie il messaggio delle maestre della Scuola dell’infanzia suore Francescane di Forlì

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In punta di piedi e con una videopoesia. È in questo modo che le maestre della Scuola dell'infanzia suore Francescane di Forlì, sono entrate nelle case dei loro bambini, per salutarli nella domenica delle Palme. Un preludio alla Settimana Santa affidato a due video messaggi, inoltrati alle famiglie attraverso le chat di sezione. È una Pasqua differente rispetto alle altre, per tutti, e le celebrazioni religiose sono onorate in casa. Le maestre hanno deciso così di creare due video messaggi, uno rivolto ai genitori ed uno rivolto ai bambini, coinvolgendo anche le suore che ogni giorno si incontravano per i corridoi della scuola, presenza costante a affettuosa, prima della chiusura del 24 febbraio.

"Solo con il senso di comunità e di responsabilità condivisa potremo superare questo momento e farci forza l'uno con l'altro - dice la maestra Sonia Minganti, coordinatrice didattica - senza che nessuno rimanga indietro o da solo". Quarantena e Quaresima hanno la stessa radice, indicando un lungo tempo di isolamento, in cui oltre alle difficoltà è possibile ripensare alle nostre quotidianità in maniera costruttiva, con pazienza e forza, ma anche con accettazione. La maestra Sonia ricorda come i bambini, se non fossimo stati tutti costretti all'isolamento, avrebbero fatto le loro esperienze quaresimali nel cortile della scuola e sul prato, avrebbero ricevuto la visita di Don Enrico e di Don Guido per la benedizione pasquale, i bambini più grandi avrebbero lavato i piedi ai piccolini per sperimentare la lezione di umiltà di Gesù verso i dodici apostoli, avrebbero pranzato con in tavola i fiori primaverili.

"Queste esperienze possono essere vissute nelle case - continua la maestra Sonia - perché sono gesti affettuosi, conviviali che possono essere rivolti alle persone a noi più prossime, a cui si vuole bene". La video-poesia, dal titolo Dalla nostra casa alla primavera, è stata scritta proprio da una delle maestre ed è stata recitata da tutte, ognuna ha letto una frase registrando un video, andando a comporre - in fase di montaggio - l'intero messaggio. I versi elogiano la dimensione della casa, rappresentata come un nido confortevole in cui vivere e sperimentare l'amore che Dio insegna attraverso il vangelo. "Noi come scuola abbiamo scelto di entrare in punta di piedi nelle case delle famiglie, - raccontano le maestre - perché abbiamo sentito il desiderio di vivere con loro questa intima realtà".

E con quale spirito sono stati accolti dalle famiglie questi video? " Molte famiglie si sono commosse - racconta Alessandro Gurioli, rappresentante di istituto dei genitori - alcune hanno provato nostalgia per tanti momenti vissuti insieme e dispiacere nel pensare ad altre esperienze che alcuni bambini, soprattutto quelli dell'ultimo anno, non potranno vivere. La videopoesia è l'ennesima dimostrazione di quanto tutte le maestre e le suore tengano alle persone, alla crescita dei bambini, allo spirito di comunità. Le famiglie si sono sentite parte di una comunità che si vuole bene e che si abbraccia, virtualmente ma profondamente".

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Ci sono anche le considerazioni di Gloria Peperoni, una delle rappresentanti di sezione : "I video sono stai accolti con affetto. I genitori hanno fatto trasparire nei commenti il calore ricevuto attraverso questi gesti francescani, era proprio quello che serviva per ritrovare lo spirito che unisce tutti i genitori della scuola in questo momento di distanza e di distanziamento in cui tutti siamo messi alla prova". La videopoesia si chiude con una frase significativa di Vaclav Havel, drammaturgo e poeta ceco: "La speranza non è per nulla uguale all'ottimismo. Non è la convinzione che una cosa andrà a finire bene, ma la certezza che quella cosa ha un senso indipendentemente da come andrà a finire".

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