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La vita ai tempi del Coronavirus - "Ho i miei cari a rischio, mi lascio guidare da una presenza che i credenti chiamano Dio"

Purtroppo si leggono tante storie di sofferenza, per via della malattia, fisica e mentale. Storie di sofferenza economica e sociale, per via della mancanza di lavoro

Per mandare il tuo pensiero o testimonianza: redazione@romagnaoggi.it (indicare la città, allegare possibilmente una fotografia)

Purtroppo si leggono tante storie di sofferenza, per via della malattia, fisica e mentale. Storie di sofferenza economica e sociale, per via della mancanza di lavoro. Storie di persone in carne umana di cui finora mi ero accorto ma in questo periodo in modo più tangibile perché riguardano tutti dai vicini di casa, agli amici, ai colleghi di lavoro. Sinceramente risento anch'io stesso di questi momenti difficili.

Mia madre in una struttura per disabili che non riesco ad andare a trovare, mio padre che abita da solo in un monolocale a Castrocaro, preservare mia sorella che già soffriva di problemi respiratori. Ma in tutto ciò ho scoperto che esiste una potenza superiore che i credenti chiamano Dio e mi sta permettendo di navigare in quest'alta marea non sentendomi abbandonato ma in compagnia di un Qualcuno che dall'alto mi fa sentire la sua Presenza.

Una Presenza che non deve essere passeggera e, finito il viaggio in mare, lasciarlo in balia delle onde. Ma dovrà essere il perno centrale della mia vita personale sapendo che le difficoltà non finiranno con il finire del virus. Sto scoprendo una Fede nuova quella che porta alla speranza, alla condivisione, all'altruismo, alla voglia di stare insieme, di Vivere insieme.

Paolo Forlì 34 anni.
 

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