La vita ai tempi del Coronavirus - "Morti con patologie pregresse, non giochiamo con gli anziani"

"Si,mia madre, donna razionale e pratica,con nelle orecchie quanto aveva sentito da bambina, i racconti dei sopravvissuti alla pandemia della Spagnola,tradiva le sue emozioni"

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Vorrei condividere il groviglio di emozioni suscitate in me dall’intervista di Marco Trabucchi, presidente dell’associazione italiana di Psicogeriatria che alla domanda: “il bollettino delle 18” che, seppure ora ridimensionato,scandisce il numero dei morti e rende conto dell’età, è abbastanza impietoso nei confronti degli anziani,cosi come le notizie terribili che arrivano dalle Rsa, risponde :“E’ crudele. Come quando si rimarca il fatto che tanti anziani deceduti “avevano diverse patologie”.Questo li distrugge:tutti loro hanno patologie,ma ciò non toglie che possano ancora avere tanti anni sereni davanti a sé. Gli “annunciatori di morte” che mandano messaggi errati, come se genitori e nonni non servissero più,dovrebbero farsi un esame di coscienza, gli anziani sono la nostra memoria, il nostro patrimonio.”(Panorama n.18 pag.36/37)

Si è crudele! Mi sono guardata allo specchio,non lo faccio spesso, non perché non ritrovo nelle fattezze fisiche la freschezza di un tempo, ma perché rivedo in me il profilo di mia madre, la mia memoria, il mio patrimonio che va oltre la mia mamma, in mia nonna,che ha lasciato in eredità la sua tenacia, la sua fermezza e determinazione a superare il difficilissimo periodo storico del primo ventennio del novecento che, oltre i feriti e i morti sui campi di battaglia, ha visto Thanatos in azione nella terribile pandemia del Coronavirus H1N1, la cosiddetta “Spagnola”che ha prostrato il paese, già allo stremo dopo l’immane conflitto, nella desolazione della morte . Non capivo la preoccupazione di mia madre alle prime avvisaglie di un raffreddore, di un ansimare sospetto! Coma la chioccia con i suoi pulcini, mia madre praticava quel distanziamento sociale tra noi congiunti per evitare complicanze e contagi.

Si,mia madre, donna razionale e pratica,con nelle orecchie quanto aveva sentito da bambina, i racconti dei sopravvissuti alla pandemia della Spagnola,tradiva le sue emozioni, le sue paure in un’attenta amorevolezza volta a tutelare il benessere, la salute dei suoi figli- Preoccupazioni eccessive? Cosi le consideravamo noi figlioli nati in periodi di tranquillità e benessere economico, quel tanto che bastava per vivere dignitosamente e di questo eravamo non solo contenti, ma felici, felicissimi. Cara nonna,mai come in questo periodo mi sei tornata viva e presente a quanto sta accadendo …! Ritrovo nella realtà odierna quanto tu raccontavi della dura prova della tua giovinezza negli anni in questione, di chi era sopravvissuto alla guerra per morire poi di Spagnola! “Crudele morbo – breve e violenta malattia”non ancora connotata…un batterio si pensava, la virologia ancora agli albori! Influenza aggressiva che toglieva il fiato !Difficoltà diagnostica ieri, difficoltà di reazione oggi tra compromissioni politico sociali opinabili.

Intollerabili i sorrisini di sufficienza,le esternazioni superficiali sulla bocca di incompetenti sbruffoni , di chi più che al bene degli italiani e della Patria si preoccupano egoisticamente e fraudolentemente di minimizzare, di porsi in zona cesarini nell’affrontare le problematiche funeste di questo criticissimo trimestre di desolazione e di morte….banale influenza! Tanto banale che già la gente moriva! Ma via, rientrano nella statistica consuetudinaria della dipartita di anziani, di vecchi vittime da sempre dell’influenza, al di là del virus scatenante ! Che dolore e che rammarico pensare che i nonni, i genitori, gli ultra settantenni salissero alla casa celeste senza un saluto, una stretta di mano, un abbraccio dei propri cari!

Non siamo più nel XVII sec…. l’influenza si descriveva come “ab occulta coeli in-fluentia” propia del periodo invernale,del freddo e del rigore climatico: Influenza emblematica ieri,come oggi, per l’asintomatologia,l’aspecificità dei sintomi, ingannevoli, talora silenti e/o comuni ad altre malattie. Opinabilità della diagnosi ieri, come oggi ! Ieri, tante le terminologie per le pandemie a cui non si riusciva a dare concezza… Fièvre de Parme in Francia , febbre delle Fiandre in Inghilterra,malattia bolscevica in Polonia, Soldato di Napoli in Spagna ….fino ad arrivare al XX sec, al marzo del 1918 in piena pandemia influenzale, la Grippe, che a Bologna colpirà i due terzi della popolazione con esito nel complesso sopportabile per il breve decorso della malattia, più o meno una settimana,per chi esente da patologie in atto, già di per sé debilitanti e funeste. Alla fine della Grande Guerra arrivano notizie allarmanti per quanto sta accadendo in diversi Paesi; sempre più pressanti notizie su un’influenza scatenata da un virus H1N1, influenza poi esemplificata in “la spagnola” che nell’arco di due anni 1918/19 fece più di 50 milioni di morti e un numero esorbitante di contagiati .

 Purtroppo anche allora, come avvenuto alle prime avvisaglie del Covid-19, la parola d’ordine era sottacere, minimizzare , cosi il Presidente del Consiglio V.E Orlando cercava di “contenere, di decelerare” l’avanzata della pandemia! Pandemia scatenata da un batterio, cosi si credeva,solo dopo un decennio di studi e di ricerche la certezza di un Virus H1N1 causa della febbre di “spagnola” e la necessità di un vaccino che nel 1938 due virologi Jonas Salk e Thomas Francis svilupparono contro il virus killer e devastante Che malinconia ! L’ umanità sempre a rischio di chi tiene i bottoni del potere e non ha la tempra dello statista autorevole per diramare misure estreme di comportamento e di contenimento al fine di salvaguardare la salute di tutti .Chiarezza e puntualità esecutiva, questo vuole o meglio vorrebbe il vulnerabile cittadino ..punto e basta ! Noi contemporanei non abbiamo proposto nulla che nel biennio della” Spagnola” non sia stato messo in atto, non abbiamo meriti eclatanti,anzi! I divieti di oggi sono i divieti di ieri ..dal distanziamento sociale, all’uso delle mascherine, alla chiusura dei locali di svago,di cultura, alle limitazioni per i funerali, per i riti ……. Cosa crediamo di aver innovato? An he la moderna tecnologia ha bisogno di tempo per dare risposte più o meno favorevoli al contenimento del Corona virus. Contenimento che richiede grande rispetto per la Terza età,per gli anziani,per “i diversamente giovani” !

Pienezza di energia, di capacità organizzativa, di funzionalità operativa,di umana comprensione, di amore materno, coniugale, amicale e resilienza al morbo coesistono nell’imperativo categorico di riconoscere il pieno rispetto di essere e di esistere di una categoria umana non trasformabile in anonimo numero da consegnare al becchino,tutt’altro! Gli anziani, i diversamente giovani, sono un tutt’uno con il resto del mondo nell’auspicio, nella speranza che virologi silenti, coscienziosi, responsabili e competenti arrivino alla realizzazione dell’agognato vaccino per debellare il nemico, il nefasto morbo ancora presente tra noi.


Maria Michea Sangro

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