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La vita ai tempi del Coronavirus - Una Oss: "Carico di lavoro, stress fisico e paura: un senso di impotenza"

Avete mai sentito quel senso di impotenza che ti cresce dentro e ti corrode come una goccia d'acqua, che lentamente cadendo giù leviga la roccia? Ecco io mi sento così!

Per mandare il tuo pensiero o testimonianza: redazione@romagnaoggi.it (indicare la città)

Avete mai sentito quel senso di impotenza che ti cresce dentro e ti corrode come una goccia d'acqua, che lentamente cadendo giù leviga la roccia? Ecco io mi sento così! Mi chiamo Mary, sono un Oss, lavoro in una struttura del territorio. Fin dall'inizio ho dato la mia disponibilità per lavorare in prima linea, reparti Covid 19, nonostante la mia "impotenza" fisica, limitata ed invalidante. Anni ed anni di lavoro hanno generato purtroppo compromissioni a livello muscolo - scheletrico. Eppure non mi sono fermata, davanti al carico di lavoro, allo stress fisico, alla paura, si perché anche quella, non giova a favore dell'operatore sanitario. Ti ritrovi in turno, senza sapere cosa ti aspetta, perché ogni giorno i piani di lavoro cambiano in virtù di nuove emergenze, utenti che si aggravano, che nn si alzano dal letto, che rifiutano di mangiare, che ti chiedono aiuto, con i loro occhi pieni di paura, perché riconoscono in te un volto a loro familiare ed osano.

E tutto ciò, credetemi è disarmante, ti senti impotente, ma vai continui a cercare di "dare" , di fare del tuo meglio. Poi alla fine, cedi!  Perché le tue forze fisiche ti abbandonano e ti rendi conto che non riesci più a "reggere" allo sforzo , dovuto a cambiamenti di turnazione, perché occorre espletare più ore lavorative nella settimana, mancano le risorse, mancano gli operatori. Ed il ritmo si fa sempre più frenetico e pressante. Decidi di "staccare" la spina, vorresti recuperare, solo una parte di energie, per rientrare nuovamente in forza lavoro, correre in aiuto alle colleghe che nonostante tutto, sono a lavorare, tengono "botta". Ed è questo che ti corrode dentro, la rabbia di non essere rimasta, la delusione di non essere stata abbastanza forte per loro, di non essere restata accanto a coloro che ti chiedevano semplicemente un  aiuto!

Mary 
 

Per mandare il tuo pensiero o testimonianza: redazione@romagnaoggi.it (indicare la città)

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