Cronaca

Erano arrivati a Forlì per saccheggiare nelle case: avevano già colpito in Germania, arrestati dalla Polizia

I ladri hanno dovuto fare i conti gli agenti delle Volanti dell'Ufficio Prevenzione Generale, diretto dal dirigente Stefano Santandrea

Erano arrivati a Forlì con l'intenzione di metter a segno il maggior numero possibile di furti nelle abitazioni dei forlivesi. E avevano prenotato una stanza da albergo, dove avrebbero alloggiato per almeno cinque giorni. Ma hanno dovuto fare i conti gli agenti delle Volanti dell'Ufficio Prevenzione Generale, diretto dal dirigente Stefano Santandrea, che, al termine di un'attività ordinaria di controllo nei locali della città mercuriale, li ha assicurati alla giustizia. La Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto due cittadini albanesi, irregolari sul territorio nazionale, uno di 29 anni, l’altro di 25, in quanto indagati per il reato di ricettazione continuata. Uno di essi è stato inoltre arrestato a seguito di mandato di cattura europeo, avendone richiesto l’estradizione la Germania.

Gli accertamenti

Quando il nominativo del 29enne è stato analizzato al terminale delle forze di polizia è emerso un "alert" diramato in ambito europeo, in quanto ricercato in Germania con l’accusa di avere commesso alcuni furti in abitazione. In particolare, si tratta di tre episodi avvenuti nell’autunno del 2018 a Durbach e Walzbachtal, due piccoli comuni tedeschi situati nel land del Baden-Württemberg. L’altro individuo è risultato invece del tutto sconosciuto agli archivi di polizia e, come l’amico, in posizione irregolare sul territorio nazionale. Questo precedente significativo riferibile alla Germania, e la mancanza di una stabile dimora e lavoro in Italia, hanno indotto gli agenti ad approfondire la loro posizione, individuando un albergo cittadino dove aveano appena preso una stanza col proposito di restare in città per cinque giorni, con prenotazione che avevano già saldato all’albergatore.

La perquisizione

Quando i poliziotti sono entrati nella camera, hanno notato, sopra un tavolino, un telefono cellulare "Samsung" colore blu; poco prima di questo intervento, ad inizio turno, gli stessi agenti avevano effettuato un sopralluogo a richiesta di una cittadina forlivese che nella notte era stata vittima di un furto in abitazione; la donna aveva denunciato la sparizione, tra le altre cose, di un telefono dello stesso tipo e modello. Con un veloce accertamento i poliziotti hanno così appurato che si trattava del telefono rubato qualche ora prima. Da qui è nata una perquisizione più approfondita dalla quale sono spuntati numerosi altri oggetti di provenienza sospetta (anelli, braccialetti, ciondoli, catene, occhiali, orologi e borse), del tutto incompatibili per tipologia e quantità rispetto alle condizioni di vita di quei due personaggi. Peraltro, alcuni ciondoli e oggetti riportavano indicazioni evidenti che rinviavano a Forlì (ad esempio, un portachiavi di una nota concessionaria forlivese), città ove i due erano appena arrivati e che quindi rendeva assai improbabile che ne fossero giunti in possesso legittimamente in un così breve lasso di tempo.

Altri furti

Analizzando le cose rubate, si è arrivati a identificare un’ulteriore vittima di furto in abitazione, anche questo commesso nella notte tra domenica e lunedì. Il denunciante, al momento della convocazione, si trovava all’interno di una caserma dei carabinieri dove stava riferendo quanto accaduto. La riconducibilità di parte della refurtiva in loro possesso a due reati appena commessi in città, ha quindi permesso di adottare nei loro confronti il fermo di indiziato di delitto, in relazione al quale il pubblico ministero di turno, dott. Filippo Santangelo, ha disposto il trasferimento in carcere per il successivo passaggio della convalida.

Il giudice per le indagini preliminari Giorgio di Giorgio, che ha pienamente condiviso l’impostazione della Polizia Giudiziaria e della Procura, ha applicato nei loro confronti la misura cautelare della custodia in carcere. Parallelamente, nel confronti del 29enne si è data notifica del mandato di cattura europeo, inviando gli atti alla Corte d’Appello di Bologna per i passaggi successivi inerenti la richiesta di estradizione tedesca. La Polizia di Stato esprime "particolare soddisfazione per questa operazione, soprattutto per il valore preventivo di queste catture, tenuto conto che i due, appena giunti in città, dove prevedevano restare cinque giorni per poi forse dileguarsi altrove, probabilmente avevano in animo di compiere altri reati dello stesso tipo".

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