Cronaca

In città ci sono 5 lapidi dantesche, restaurata quella che ricorda il Montone della Divina Commedia

È stata scoperta venerdì mattina la lapide restaurata che riporta una citazione della Divina Commedia. La lapide è attualmente affissa all’abitazione privata

È stata scoperta venerdì mattina la lapide restaurata che riporta una citazione della Divina Commedia. La lapide è attualmente affissa all’abitazione privata che si trova all’inizio del ponte di Schiavonia in angolo con via Firenze e dalle ricerche svolte dall’architetto progettista del restauro, Dario Pinzarrone del Comune di Forlì, in preparazione ai procedimenti preliminari all’esecuzione dell’intervento, le informazioni storiche risultano incerte: si sa che la lapide era inizialmente affissa al ponte e che nel 1982 quando furono eseguiti lavori di ampliamento del ponte per un adeguamento viabilistico fu spostata nell’attuale ubicazione. La lapide cita due terzine dal Canto XVI dell’Inferno, dal verso 94 al 99: “Come quel fiume ch’ha proprio cammino prima da monte veso inver levante, dalla sinistra costa d’Appennino, che si chiama Acquacheta suso, avante che si divalli giù nel basso letto, ed a Forlì di quel nome è vacante”. Il riferimento è al fiume Montone che scorre accanto alla casa su cui la lapide è posta.

Probabilmente la lapide fu realizzata nel dopoguerra, dopo che i tedeschi in ritirata avevano minato il ponte per farlo saltare nella notte tra l’8 e il 9 novembre 1944, e lì posta nella struttura ricostruita. Il restauratore Andrea Giunchi ha confermato la datazione della lapide durante l’esecuzione del restauro. La lapide mostrava un consistente strato di polveri grasse dovute alle sedimentazioni superficiali per l’esposizione al traffico; la superficie era stata aggredita dalle polveri che avevano reagito chimicamente con la pietra d’Istria. Le scritte incise avevano perso gran parte della loro colorazione e ciò rendeva illeggibile i versi riportati. Ripristinata la forma originaria della lapide con la rimozione delle stuccature cementizie, riportato all’evidenza il colore della scritta, pulita la superficie dalle polveri, è stato steso un trattamento protettivo idrorepellente traspirante.

VIDEO - La lapide dantesca restaurata, la presentazione

Il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ha ricordato l’importanza del restauro di tale lapide, partendo dall’interessamento del Comitato di Quartiere Romiti che ha fatto circa un anno fa una segnalazione al Consiglio Comunale: “Il restauro di questa lapide – ha detto il Sindaco – si inserisce nelle iniziative dantesche. Era l’unica lapide che non era ancora stata interessata dal restauro. Tutta l’operazione è stata svolta con la partecipazione dei cittadini, del quartiere e dell’Amministrazione Comunale. Ringrazio i proprietari dell’abitazione.”

Il Sindaco ha proseguito annunciando la data di inaugurazione della grande mostra ai Musei di San Domenico: “Questa è una lapide amata – ha continuato - Forlì è una città dantesca! Giovedì 29 aprile ci sarà l’inaugurazione della grande mostra ai Musei di San Domenico. La lapide fa parte del nostro patrimonio”. La lapide del ponte di Schiavonia si inserisce in un percorso composto di altrettante lapidi con i versi danteschi che si trovano in città: la prima è affissa alle pareti del campanile di San Mercuriale, la seconda è alle pareti esterne della cattedrale in via degli Orgogliosi, la terza è affissa a casa Paulucci in via Maroncelli e la quarta è a palazzo Albicini, oltre a quella all’Acquacheta. Il restauro ha richiesto una spesa di 1.800 euro. Maurizio Naldi del comitato di quartiere Romiti ha spiegato che a maggio le classi delle quinte elementari dei due plessi del quartiere dell’istituto Comprensivo Tina Gori saranno coinvolte nello studio della lapide e delle procedure di restauro adottate. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti anche il presidente del Consiglio Comunale Alessandra Ascari Raccagni e i tecnici del Comune coinvolti nel restauro, autorizzato dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

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