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Lavori al velodromo per gli Europei saltati, il Pd: "Assenza di trasparenza"

Nella seduta del Consiglio comunale di lunedì è stata discussa la variazione di bilancio relativa ai fondi per i lavori al velodromo, la cifra venne stanziata in fretta e furia per permettere i Campionati europei di ciclismo Under 23

Nella seduta del Consiglio comunale di lunedì è stata discussa la variazione di bilancio relativa ai fondi per i lavori al velodromo, la cifra venne stanziata in fretta e furia per permettere i Campionati europei di ciclismo Under 23 che però poi non si sono tenuti a Forlì, ma lo scorso 8 ottobre a Fiorenzuola d'Arda, in provincia di Piacenza, a causa della rinuncia del consorzio organizzatore delle società ciclistiche romagnole, che si sono viste crescere i costi a loro carico per le normative Covid. Nonostante la mancata organizzazione dell'evento, i lavori di adeguamento del velodromo di viale Roma, questi in capo al Comune, sono stati regolarmente eseguiti.

Protesta il gruppo consigliare del Partito Democratico: “L’Amministrazione dovrebbe prestare maggiore attenzione prima di spendere 250mila euro, utilizzando i poteri del Consiglio comunale, senza avere un accordo che confermi l’urgenza dei lavori. Parliamo dei lavori svolti di tutta fretta al Velodromo – senza preventiva indagine di mercato – per ospitare i mai tenuti Campionati europei di ciclismo under-23 e per cui l’Amministrazione ha utilizzato 100.000 di contributi regionali incassati e destinati alla manutenzione straordinaria degli impianti sportivi”.

“È una vicenda assurda: l’evento si sarebbe dovuto svolgere tra il 5-11 ottobre – poi saltato - i lavori sono stati affidati – per l’urgenza – il pomeriggio stesso della delibera di giunta con cui si approvava lo schema di progetto, ed i lavori sono finiti – in definitiva - il 16 ottobre; tutto ciò senza la conclusione del contratto con l’assegnatario dei lavori, vista l’assenza del certificato di regolarità fiscale. L’assenza di chiarezza e trasparenza della vicenda, ci spinge a svolgere ulteriori accertamenti ed a criticare l’approssimazione con cui la Giunta si è adoperata, disponendo l’utilizzo di risorse – già destinate – e per cui non era legittimata ad utilizzare i poteri di variazione posti in capo al Consiglio comunale”.  

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