Lavoro e salute, la Uil contro l'Inps: "Visite mediche sommarie"

"Casi di sommarie visite al domicilio" dei medici legali dell'Inps "con il solo e a volte malcelato intento di fare ritornare presto al lavoro l'ammalato"

"Casi di sommarie visite al domicilio" dei medici legali dell'Inps "con il solo e a volte malcelato intento di fare ritornare presto al lavoro l’ammalato che pare sia spesso affetto dalla sindrome descritta da Moliere. Appostamenti che hanno poco a che fare con l’esercizio della pratica medica, e sempre più spesso la prognosi del collega medico di base viene genericamente confutata dal medico dell’Inps". E' quanto afferma Maurizio Casadei, segretario provinciale della Uil Tucs.

Casadei ricorda che "il diritto alla salute è un elemento di diritto sancito dalla carta costituzionale, al quale i lavoratori contribuiscono con risorse mensili (trattenute previdenziali oltre il 9 % della retribuzione lorda), con ticket sui farmaci, e con addizionali regionali pei servizio sanitario. Tutto questo dovrebbe portare alla ovvia, conclusione che il tutto sia  finalizzato alla rapida guarigione. Ma pare che della stessa opinione non sia l’Inps di Forli e che soprattutto, non lo sia lo staff medico legale che la supporta".

Il segretario della Uil Tucs cita alcuni casi: "lavoratrice con prevalente mansioni in piedi obesa alla quale viene disposto un intervento chirurgico per limitare i danni fisici dovuti dall’eccesso di peso, operazione, complicazione con blocco intestinale, rioperata, visitata da medico Inps guarita. Dopo pochi giorni è stata ricoverata d’urgenza terzo intervento e a tutt’oggi ricoverata in ospedale. Si aggiunga che il datore di lavoro a seguito della decisone dell’Inps ha proceduto a contestare alla lavoratrice un’assenza ingiustificata".

Un altro caso è quello relativo ad un "autista operato al ginocchio sinistro. Convalescenza con stampelle e riabilitazione difficile. Lo specialista ortopedico prescrive ciclo di riabilitazione. Il medico dell'Inps l'ha giudicato guarito. Ma per l'uomo ricovero, nuovo intervento e aggiunta di riabilitazione datore di lavoro ics". Altro caso, cita Casadei, è quella di una "giovane magazziniera extra comunitaria: la diagnosi del medico di base è stata contestata piu volte, con intimazione alla cooperativa da parte dell’Inps di non pagare gli indennizzi. La avoratrice è stata licenziata per assenza ingiustificata".

Il segretario della Uil Tucs si chiede: "Tutto ciò è giustificabile? Condivisibile? Utile? Ci si permetta un dubbio. Come puo un Ente, non porsi il problema di raccordare il suo gabinetto medico- scientifico con quello dei medici di base al fine di evitare le problematiche che prima si evidenziava ma soprattutto è etico che il sistema non salvaguardi il bene, posto di lavoro, sopra a tutto, attraverso appunto azioni di sistema e non  con condotte repressive?"

Per Casadei è "ingiusto e profondamente iniquo, proseguire sulla strada che porta al ricorso amministrativo, come sola strada per il riconoscimento di un diritto, e francamente vista l’onerosità della cosa ci sembra assurdo buttare dalle finestra risorse diversamente spendibili". La Uil Tucs promette di intraprendere "tutte le azioni per il ripristino di un metodo equo-consono e vorremmo anche aggiungere efficiente ed efficace che possa coniugare diritti e doveri; ma che soprattutto garantisca due fra i beni primari quello della tutela della salute e del lavoro".

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