Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Meldola

Le maglie dei campioni per aiutare la ricerca contro i tumori, dal portiere forlivese della Samp l'assist all'Irst

Amico speciale dell'iniziativa il portiere forlivese della Sampdoria, Nicola Ravaglia che ha messo a disposizione alcune divise scambiate sui campi

La raccolta fondi, ideata dal forlivese Mattia Siboni, sosterrà uno studio IRST “Dino Amadori” IRCCS sui tumori al pancreas e vedrà in vendita 7 maglie da collezione originali, indossate da campioni di calcio; amico speciale dell'iniziativa il portiere della Sampdoria, Nicola Ravaglia che ha messo a disposizione alcune divise scambiate sui campi.

Per dare un assist alla ricerca sui tumori al pancreas arriva la raccolta fondi “Una Maglia per IRST”. Grazie all’impegno del giovane forlivese Mattia Siboni, appassionato di calcio e memorabilia, è scattata la campagna di crowdfunding in favore dell’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori”. L’iniziativa benefica - presente sul sito eppela.com: è sufficiente cercare "Una maglia per IRST" - ha trovato luce anche grazie all’aiuto di un amico speciale: Nicola Ravaglia, portiere forlivese attualmente in forza alla Sampdoria, ha infatti messo a disposizione alcune delle magliette scambiate al termine dei match che lo hanno visto protagonista, favorendo lo sviluppo dell’iniziativa e incentivando la raccolta.

Accedendo alla pagina dedicata alla campagna, da lunedì 16 ottobre, sarà possibile sostenere la ricerca IRST in due modalità: con una donazione libera e diretta oppure acquistando uno tra i 7 pezzi unici messi in palio da Mattia. Si tratta di veri e propri articoli da collezione, estremamente ambiti non solo in quanto originali ma soprattutto perché match worn, ovvero indossati in partita da alcuni protagonisti delle nostre domeniche allo stadio. Per esempio, Giorgio Chiellini e Pepe Reina.

L’iniziativa, pubblicata sul portale eppela.com, è finalizzata a raccogliere fondi per lo studio Container, che mira all’analisi e allo sviluppo di uno dei tumori più difficili da curare: il carcinoma al pancreas. Lo studio, di cui principal investigator è il dott. Ilario Giovanni Rapposelli (oncologo del Gruppo di patologia Gastroenterico, equipe diretta dal dott. Luca Frassineti) e referente per le attività di Laboratorio è la dott.ssa Michela Cortesi (biologa afferente alla Unit Translational Oncology - Laboratorio di Bioscienze IRST, team diretto dalla dott.ssa Paola Ulivi), ha lo scopo di offrire un identikit il più completo possibile sulle caratteristiche dei differenti casi di cancro del pancreas.

Per fare questo, saranno raccolti campioni di sangue da pazienti in trattamento nei vari stadi di malattia. Inoltre, grazie alla fondamentale collaborazione con le chirurgie dell’AUSL della Romagna, per i pazienti che vanno incontro a trattamento operatorio, sarà raccolta una parte del materiale asportato durante l’intervento. I campioni così raccolti (sangue, tessuto) saranno utilizzati per una serie di analisi di laboratorio, comprensive di metodiche per lo studio di DNA, RNA, proteine. I risultati di queste analisi permetteranno di studiare la biologia e l’eterogeneità del carcinoma del pancreas; aspetti che sono coinvolti nel suo sviluppo, nella progressione e nella resistenza alle terapie. Lo studio dell’eterogeneità è fondamentale nell’ottica di una medicina personalizzata. Uno degli scopi di questo studio sarà l’identificazione, attraverso la correlazione tra le analisi di laboratorio e i dati clinici, di fattori predittivi, cioè di fattori che possano permettere di identificare a priori la probabilità di risposta a un trattamento, in modo da poter offrire una terapia veramente ritagliata sulle esigenze del singolo paziente.

Per ulteriori info ma, soprattutto, per donare, questo il link: https://www.eppela.com/projects/10692

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