Lesse il libro sulla Beata, il pensiero di Sergio Zavoli su Benedetta Bianchi Porro

Racchiusa in una delle raccolte delle testimonianze su Benedetta, rappresenta una riflessione di Zavoli dedicata alla beata dovadolese

La pagina Facebook dedicata alla beata Benedetta Bianchi Porro registra un’altissima consultazione per gli eventi e le notizie che vengono postate. E’ di due giorni fa il post di Emanuela Bianchi Porro, sorella della beata, che riporta uno scritto di Sergio Zavoli salito al cielo da pochi giorni. Il pensiero di Zavoli, letto sulla pagina da 1300 persone, reca queste parole: “Una volta, in un’enfasi giovanile, confessai di non avere della morte 'una sola idea che mi consoli': non credevo, e del resto ancora non credo che uscirò dalla morte con un’altra vita. Tutto, dunque, tutto il visibile, si consumerà di venerdì. Ma è anche parte di me entrare nel mistero e visitarlo e starci senza malizia, in libertà: quello dello sofferenza, ad esempio, che ha un volto storico così incessante".

"'Ciascuno porterà la sua croce e ne sopporterà il peso', mi dicevano, da ragazzo, negli innocenti oratori Salesiani. Poi la vita,  mettendo la mia strada in quella degli altri, mi ha detto che la croce passa di mano in mano e perciò stesso riscatta un dolore invisibile. Ecco allora non ritrami più, non essere più respinto dalle lettere di Benedetta: essa mi chiarisce la vaga idea che ho del miracolo; la sua storia di dolore non è il cantico compiaciuto del proprio destino, non è una solitaria e soave follia della croce: è scontare su di sé anche il peso degli altri, è prendere il silenzio e la solitudine del dolore, cioè il 'segreto' della salvezza, e dargli voce. Non per dire, ma per dare di sé. Forse è questa la fede che risveglia di domenica, forse il miracolo è questo.”  La lettera, firmata, à datata settembre 1972 ed è stata scritta a Rimini; in quel momento Zavoli era presidente della RAI. Emanuela Bianchi Porro avendola letta, grazie alla mediazione di Lamberto Valli che propose la lettura a Zavoli del libro su Benedetta “Il volto della speranza” dalla quale era scaturita questa testimonianza, ebbe l’idea di invitarlo per l’inaugurazione della nuova scuola elementare a Sirmione dedicata alla giovane dovadolese. Zavoli aveva accettato volentieri, ma un incidente qualche giorno prima della cerimonia di ritorno dalla Russia gli impedì di partecipare perchè ingessato. Fu comunque letta la sua testimonianza all’inaugurazione della nuova sede scolastica. Racchiusa in una delle raccolte delle testimonianze su Benedetta, rappresenta una riflessione di Zavoli dedicata alla beata dovadolese. 

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