Letizia, centista allo Scientifico. "La didattica online dava un senso alle giornate. Ma la scuola non è questo"

Diciannovenne cusercolese, si descrive come "una ragazza solare a cui piace tanto divertirsi e stare in compagnia"

"Avrei di gran lunga preferito svegliarmi tutti i giorni alle 6 piuttosto che finire l’anno in questo modo". Letizia Frassineti è tra i liceali dello Scientifico che si sono diplomati nell'era del covid-19 col massimo dei voti. Diciannovenne cusercolese, si descrive come "una ragazza solare a cui piace tanto divertirsi e stare in compagnia". Nonostante la maturità conclusa con 100/100, Letizia ha un grande rammarico: "Non vivremo mai quello che hanno vissuto negli altri anni gli studenti di quinta".

Contenta del suo percorso allo Scientifico?
Sono molto contenta del percorso svolto. Ho incontrato persone che mi hanno lasciato tanto e mi hanno permesso di crescere sia scolasticamente che come persona.

Si è rivelata la scelta giusta col senno del poi?
Assolutamente sì, anche in previsione della mia scelta per il futuro. Il Liceo Scientifico dà una preparazione molto ampia, soprattutto nelle materie scientifiche, ma viene data molta importanza anche a quelle umanistiche.

La sua materia preferita e perchè?
E' Fisica, lo è stata fin dal primo biennio. Mi piace perché ci dà la possibilità di rispondere a delle domande sul funzionamento delle cose e dell’universo. La cosa che più mi affascina di questa materia è proprio la possibilità di porsi continue domande e riuscire a darsi delle risposte su cose reali, alla portata di tutti, sulle quali possiamo arrivare ad avere una conoscenza il più possibile oggettiva.

Oltre allo studio quali sono le sue passioni?
Pratico da diversi anni tiro a segno a livello agonistico al Tiro a Segno Nazionale di Forlì. 

Come ha vissuto gli ultimi mesi condizionati dal lockdown?
All’inizio è stata molto dura, le giornate non passavano mai, poi, piano piano ci si abitua. Il pensiero di perdere gli ultimi mesi di scuola era costantemente nella mia testa. Una delle parti peggiori è stata proprio questa: diventare lentamente consapevoli che alcune cose che tutti gli altri hanno vissuto o vivranno, noi non le vivremo mai. Ad esempio la festa di carnevale, la gita di quinta, i 100 giorni alla maturità o la sfilata dell’ultimo giorno di scuola.

Cosa l'ha aiutata a superare questo periodo difficile per tutti?
Mi mancava moltissimo la scuola, la didattica a distanza, nonostante i suoi difetti, riusciva a dare un senso maggiore alle nostre giornate, riusciva a renderle meno vuote. Le uscite del weekend erano diventate videochiamate di gruppo e lo sport è completamente cambiato. Cercavo di allenarmi (con il tiro) abbastanza spesso, ma in casa, da soli, per quanto in uno sport di concentrazione come il mio possa essere utile, non è di certo stimolante come un allenamento in poligono, dove gli allenatori e gli amici agonisti diventano una sorta di seconda famiglia; un po’ come succede a scuola con compagni e professori.

Pregi e difetti della didattica a distanza...
La scuola non è questo, uno schermo non sostituirà mai il contatto umano, la possibilità di guardarsi negli occhi. È stata questa una delle cose che più mi ha emozionato il giorno dell’esame, poter finalmente rivedere i prof dal vivo, senza schermi nel mezzo. L’unico pregio della didattica a distanza è che chi viene da lontano, come me, aveva la possibilità di evitare chilometri e chilometri di bus ogni mattina, ma avrei di gran lunga preferito svegliarmi tutti i giorni alle 6 piuttosto che finire l’anno in questo modo.

Ultimo giorno di scuola con la maturità. Cosa ha provato?
Io e i miei compagni di classe ci siamo incontrati al parco per “festeggiare” l’ultimo giorno. È stata un’emozione particolare, molti hanno pianto e ci siamo ripromessi di cercare di non perderci troppo di vista nel futuro, e magari chissà, anche recuperare quella fantomatica gita di quinta che non siamo riusciti a fare. 

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Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Sono intenzionata a proseguire gli studi: sono entrata a Fisica all’università di Bologna.

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