"Siamo tutti operai della Dometic"

"Una settantina di operai, dipendenti di una multinazionale, in giugno hanno sentito voci, “rumors” come direbbero in direzione, sulla possibile delocalizzazione dello stabilimento"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Una settantina di operai, dipendenti di una multinazionale, in giugno hanno sentito voci, “rumors” come direbbero in direzione, sulla possibile delocalizzazione dello stabilimento. In agosto hanno rinunciato alle proprie vacanze per rimanere vicini alla fabbrica e tenere d’occhio i cancelli chiusi, che non si aprissero fuori orario. (Solo una precauzione, perché in fondo la proprietà aveva accettato un incontro per il 5 settembre, promettendo di non prendere decisioni fino ad allora). Infine sono dovuti accorrere in piena notte, in pieno agosto, in piene ferie per impedire che il loro futuro se ne andasse, insieme alla “parola data“ da una proprietà bugiarda e irresponsabile, a bordo di 5 tir.

Forse ci vorrebbe Dickens per raccontare quello che sta avvenendo non intorno a noi, ma dentro di noi. Dentro le nostre famiglie e i nostri animi. Non stiamo perdendo solo il lavoro, inteso come impiego e come impianti, ma la nostra storia, con l’incapacità di indignarci, di protestare, persino di interrogarci. Cosa succede a settanta famiglie messe sulla strada? Cosa sarà del loro presente? Della loro casa? Dei loro mutui? Dei sogni dei figli? Quale futuro potranno immaginare? Sappiamo che non sono le prime. E nei piani –perché qualcuno ha un piano- non saranno le ultime.

E saranno sole ad affrontare tutto questo? Forse saranno sole, perché ci stanno rubando -a tutti, non solo ai malcapitati operai della Dometic- il senso della solidarietà e dell’appartenenza ad una comunità, il valore della coesione sociale e quella dignità che è possibile solo affrontando insieme i problemi comuni. Le soluzioni individuali sono una fuga dalla realtà e lasciano sempre l’amaro in bocca. Davvero dovremmo dire “siamo tutti operai della Dometic”! E prima o poi dovrà arrivare il momento in cui dire: basta! Non è giusto. Non avete il diritto. Anche perché noi siamo il 90%".

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