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Scuole chiuse per coronavirus: al Classico e al Ruffilli si sperimentano le lezioni in e-Learning

Il canale preferito al Liceo Classico è la sezione "Didattica" del registro elettronico nella quale i docenti "caricano" materiali di approfondimento, mappe concettuali, video-lezioni e assegnano compiti

Cancelli chiusi nel mondo reale, aperti in quello virtuale. C’è una parte di istruzione che non si ferma neanche davanti al Coronavirus. E lo fa grazie alle piattaforme digitali, preziose alleate in situazioni di emergenza come questa. Liceo Classico "Morgagni" e dell'Istituto Professionale "Ruffilli" si sono immediatamente attivati per non tener ferma l'attività didattica. "Il dialogo educativo tra studenti e docenti è rimasto e rimane “connesso” e attivo sin dal primo giorno successivo alla pubblicazione dell’ordinanza regionale che ha sancito la chiusura delle scuole a seguito dell’epidemia di Coronavirus", puntualizza il dirigente scolastico, Marco Molinelli.

Il canale preferito al Liceo Classico è la sezione "Didattica" del registro elettronico nella quale i docenti "caricano" materiali di approfondimento, mappe concettuali, video-lezioni e assegnano compiti. Il tutto fruibile a prova di click. "Alcuni docenti optano per la piattaforma e-learning Moodle del Liceo ove è possibile interagire con gli studenti, altri preferiscono il cloud per condividere i materiali", fa presente Molinelli.

Anche i docenti dell'Istituto Professionale “Ruffilli”, durante la chiusura forzata della scuola per il Coronavirus, provvedono a indicare le attività da svolgere a casa e a fornire materiale e indicazioni di studio attraverso il registro elettronico, utilizzando la funzione prevista relativa alle singole classi. "Al “Ruffilli” la piattaforma utilizzata da alcuni docenti è "Weschool", un ambiente chiuso e sicuro fruibile solo dagli utenti dell'Istituto regolarmente registrati e invitati previa e-mail personale", spiega il dirigente.

"In entrambe le scuole si è colta l’occasione di un momento certamente non ordinario, quale è quello di un’improvvisa e lunga chiusura, per valorizzare e mettere a sistema le modalità di didattica a distanza che già moltissimi docenti utilizzano abitualmente nello svolgimento della loro normale attività in presenza, ricorrendo a  diversi ambienti digitali", conclude Molinelli.

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