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Aule virtuali e lezioni streaming: la "ricetta" dell'Artusi per fronteggiare l'emergenza coronavirus

Accogliendo le indicazioni del Miur e dell'Ufficio Scolastico Regionale, l'Istituto d'Istruzione Superiore "P. Artusi" di Forlimpopoli attiva varie modalità di didattica a distanza a sostegno di alunni e famiglie per fronteggiare l'emergenza Coronavirus

In tempo di Coronavirus e di sospensione delle lezioni scolastiche, anche l'Istituto d'Istruzione Superiore "Pellegrino Artusi" di Forlimpopoli si mobilita a favore della promozione di modalità didattiche e formative a distanza, a sostegno degli studenti, delle famiglie e del personale docente. È così che in queste settimane in cui la tradizionale didattica in classe è stata sospesa, l'offerta formativa dell'Istituto Alberghiero e del Liceo delle Scienze Umane "V. Carducci" non si ferma, anzi si amplia e si potenzia grazie alla resilienza e all'operosità di docenti e alunni pronti a sperimentare video lezioni, piattaforme digitali di e-learning, percorsi di formazione online, strumenti di cooperazione e scambio di buone pratiche per ripopolare insieme le aule della didattica virtuale.

"Questo è il momento - dichiara Mariella Pieri, dirigente scolastico - in cui la tecnologia si rivela preziosa alleata nel tenere vivo e acceso il dialogo educativo tra docenti e alunni, che, scoprendo e valorizzando le potenzialità della tecnologia, dimostrano la reciproca volontà di rinsaldare la trama sociale del tessuto scolastico e il desiderio di fare comunità affinché l'emergenza sanitaria non si trasformi in emergenza educativa e formativa. Gli strumenti e le risorse della didattica a distanza sono molteplici: anzitutto - precisa il dirigente scolastico - abbiamo potenziato l'utilizzo del registro elettronico come strumento digitale privilegiato, nonché ambiente virtuale di apprendimento, per fornire agli alunni indicazioni di studio, condividere materiali di approfondimento, assegnare compiti e, in più, i docenti si stanno cimentando nella realizzazione di lezioni registrate o svolte in diretta streaming che consentano ai ragazzi un essenziale momento di scambio e di interazione live coi loro professori''.

''La voce e l'immagine dell'insegnante anche se mediate da un microfono o da uno schermo - continua Pieri - sono comunque rassicuranti ed autorevoli per l'alunno e, soprattutto, trasformano l'assenza e la distanza forzata in viva presenza, veicolando al contempo il segno di una normale quotidianità che con forza si vuole riconquistare perché ora è necessario trasmettere fiducia e positività di fronte ad una situazione emergenziale generale che investe non solo il comparto scuola ma l'intero sistema Italia. Pertanto, gli sforzi e la resilienza messi in campo dal nostro Istituto attraverso il ricorso alle varie forme di didattica a distanza intendono accompagnare e supportare ragazzi e famiglie in questo frangente così delicato, in cui se da un lato la dura misura restrittiva della chiusura può aver provocato inizialmente nei ragazzi una breve euforia, dall'altro il protrarsi del provvedimento ha senza dubbio lasciato spazio a sentimenti di smarrimento e di incertezza che ben descrivono questi giorni segnati dalla percezione di una forte vulnerabilità e, per certi versi, da una certa impotenza e solitudine''.

''In più - conclude Pieri - la risposta straordinariamente positiva che stiamo raccogliendo dai ragazzi conforta i nostri sforzi e sostiene il nostro impegno, in quanto la maggior parte degli studenti si dimostrano incuriositi, partecipi, motivati grazie agli strumenti e alle nuove metodologie didattiche sperimentate dai loro professori, protagonisti di una community virtuale e di una scuola sempre più high-tech che, in tal modo, forse contribuisce anche a ridurre quel gap generazionale tra docenti e alunni che a volte i ragazzi avvertono in classe nella normale attività in presenza. Ora la sfida didattico-formativa si gioca ancora di più sulla condivisione dello stesso terreno e stimola ognuno di noi a mettere in gioco il meglio di sé per vivere pienamente questi strani giorni, trasformando la difficoltà in occasione per approfondire la nostra umanità, perché il futuro si può, anzi si deve, coltivare anche ai tempi del Coronavirus".

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