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Lgbt, polemica in Consiglio, l'assessore: "E' il progetto che evidenzia la diversità Lgbt, una discriminazione al contrario"

"Siamo stati sempre dalla parte di chi subisce violenza, ma la teoria gender è una delle teorie, non l'unica. La giunta la rispetta ma non la condivide", spiega Andrea Cintorino

"Siamo stati sempre dalla parte di chi subisce violenza, ma la teoria gender è una delle teorie, non l'unica. La giunta la rispetta ma non la condivide". Scoppiato nei giorni scorsi anche a livello nazionale, il caso del rifiuto da parte dell'amministrazione comunale di Forli' a un progetto di formazione dei dipendenti tarato sull'utenza Lgbt anima la seduta di giovedì pomeriggio del Consiglio comunale. In Aula lo porta un question time del capogruppo del Partito democratico Soufian Hafi Alemani, di Federico Morgagni di 'Forlì e co' e di Massimo Marchi di Italia viva. E l'assessore alle Pari opportunita', Andrea Cintorino, spiega che l'amministrazione "non ha ritenuto opportuno creare un canale di formazione specifica" per l'utenza Lgbt, in modo da non creare "una discriminazione al contrario riconoscendola diversa".

Così l'assessore: “Il progetto rappresenta solo una minima parte dei progetti finanziati, uno dei quali sull'identità sessuale indirizzato agli studenti soppresso dalla precedente amministrazione senza alcuna protesta. Nessuna delle altre 8 attività in programma è stata impedita, soppressa o rimodulata. Per la proposta di 'Un secco no' invece abbiamo ritenuto necessario e legittimo conoscere nel dettaglio dell'iniziativa e non si è ritenuto necessario formulare una formazione specifica, quasi esclusiva, per interfacciarsi con utenza Lgbt. Non crediamo opportuno creare un canale di formazione particolare per queste persone così riconoscendo loro implicitamente una diversità, con una discriminazione al contrario. Se così fosse bisognerebbe fare formazione per relazionarsi con qualsiasi identità, che sia di natura religiosa, culturale e sessuale”. Ed infine: “Personalmente non ho mai pronunciato frasi discriminanti e con pregiudizi sull'orientamento sessuale delle persone. C'è chi ci ha marciato strumentalmente” . 

"Un secco no" porta il caso in piazza: manifestazione sabato

"Non ci siamo- tuona il capogruppo dem- avete esposto la città al pubblico ludibrio nazionale". Ed e' "grave – aggiunge - quello che dice, la città passa per quello che non è". Ed ancora: “La nostra comunità è molto più avanti di quanto l'assessore non pensi. La cosa migliore, dato che ha perso credibilità, è che rimetta la delega alle pari opportunità nelle mani del sindaco”. Se l'assessore "se pensa che una persona Lgbt corra il rischio di subire le stesse violenze e discriminazioni di tutti gli altri (cittadini eterosessuali), lo dica perché sarebbe una eccezione mondiale", aggiunge Morgagni, mentre Marchi, definendosi cristiano praticante,si augura che "la giunta rispetti tutte le persone, ha giurato sulla Costituzione, non sulla Bibbia".

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