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Liberazione, la guerra entrò dentro ogni casa: su Youtube il film-documentario "1944. Noi c'eravamo"

"Il libro, il film-documentario e la mostra sono stati presentati in sei iniziative pubbliche facendo registare ogni volta un'ottima partecipazione di pubblico

Il passaggio del fronte nei quartieri della zona nord di Forlì avvenne durante gli ultimi mesi del 1944. Fu un evento drammatico e distruttivo che segnò la vita delle persone e l'aspetto del territorio perché la guerra entrò letteralmente dentro ogni casa, nessuna esclusa. Lo scorso anno, in occasione del 75esimo anniversario, l'Unità Pastorale formata dalle parrocchie di Barisano, Malmissole, Poggio, Roncadello e San Giorgio, insieme ai Comitati di Quartiere corrispondenti, ha voluto attuare un progetto per sottolineare l'importanza della ricorrenza.

Nell'occasione è stato pubblicato il volume "1944: il passaggio del fronte. Dai diari e dalle memorie dei parroci di Barisano, Malmissole, Poggio, Roncadello, San Giorgio" a cura di don Nino Nicotera, Mario Proli e Gabriele Zelli, nonché allestita una mostra fotografica avente lo stesso titolo del libro.  Inoltre il fotoreporter Fabio Blaco ha raccolto le testimonianze di 14 residenti nei luoghi citati, che hanno ricordato la loro esperienza giovanile, prima a contatto con l'esercito tedesco in ritirata e successivamente con i soldati delle formazioni alleate che avevano liberato definitivamente il territorio il 13 novembre 1944 (da ciò il nome assegnato alla via che da Roncadello conduce a Villafranca ndr).

Con un abile montaggio, inframmezzato di immagini riprese dall'alto, lo stesso Blaco ha realizzato un film-documentario "1944: Noi c'eravamo", lungo una quarantina di minuti che è possibile visionare su Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=6Fi1iKqN_2Y&t=736s). "Il libro, il film-documentario e la mostra sono stati presentati in sei iniziative pubbliche facendo registare ogni volta un'ottima partecipazione di pubblico a testimonianza del fatto che quelle tragiche vicende dal punto di vista temporale sono ormai lontane ma ancora oggi sono in grado di suscitare interesse, desiderio di conoscere, di approfondire, mentre in coloro che hanno vissuto il periodo, anche se allora erano adolescenti o giovanissimi, fa scaturire il desiderio di raccontare affinché resti una memoria viva e certa", ricorda Zelli.

"Con l'attuazione del progetto si è riusciti a dare del Secondo conflitto mondiale un'immagine complessiva, mai parziale o di parte, mettendone in risalto tutti gli aspetti - prosegue -. Successivamente il comitato promotore, che vedeva rappresentati l'Unità parrocchiale e i quartieri citati, oltre ad alcuni esperti di storia locale, ha stabilito di proseguire il lavoro di ricerca, un impegno quanto mai necessario per raccontare altre sfaccettature di quel periodo: in particolare lo sfollamento dalle città, costantemente sotto la minaccia dei bombardieri, verso le campagne, oppure il ritorno dei reduci o di chi era sopravvissuto ai campi di concentramento tedeschi. La proliferazione del Covid-19 e la situazione di blocco di gran parte delle attività ha messo momentaneamente in quarantena anche questa ipotesi di lavoro. Ma solo momentaneamente".

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