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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Il libro-provocazione dell'avvocato forlivese: "Essere fascisti e fare il saluto romano è un diritto"

L'autore: "Sono diritti riconosciuti dalla Costituzione e dalle Leggi dello Stato italiano. Ad affermarlo sono numerosissime sentenze che sfatano un pezzo dopo l’altro la demonizzazione di tutto quanto sia Fascista. Se ne facciano una ragione Anpi, partigiani e sinistrerie varie"

Un volume destinato a destare scalpore e ad infiammare il dibattito politico. In appena due giorni di prevendita il libro “Anche i fascisti hanno diritti. Settant'anni di processi al saluto romano”, scritto da Francesco Minutillo, avvocato forlivese patrocinante in Corte di Cassazione con un'esperienza politica (di destra) definitivamente chiusa nel casetto, è già diventato bestseller su Amazon, in cima alle classifica delle novità editoriali nella sezione 'Storia moderna e contemporanea'.

Il volume non è soltanto uno strumento legale, come richiama il sottotitolo: 'Spunti per l'autodifesa e la difesa dell'imputato fascista', in realtà vuole essere una provocazione intellettuale che ruota attorno a un interrogativo: "Perché dopo 70 anni il saluto romano fa ancora paura? E soprattutto: perché si continuano a condannare persone per il saluto romano, imputando l’apologia di fascismo ed evocando il ritorno della dittatura?". Per trovare la risposta Minutillo s'è impegnato professionalmente in numerosi procedimenti penali nella difesa di più di cinquanta imputati e indagati con accuse legate alle leggi Scelba e Mancino. Nel libro il riassunto della sua diretta esperienza alle prese con i cavilli delle norme, in settant’anni di legislazione, e di sentenze a volte anche contraddittorie tra loro.

“È il primo libro in Italia che racconta in maniera sistematica tutti i più interessanti processi che sono stati celebrati dal 1952 ad oggi sulle Leggi Scelba e Mancino con accuse tutte legate al saluto romano ed alle commemorazioni rituali dei martiri fascisti e missini come Sergio Ramelli – spiega Minutillo - Il linguaggio è divulgativo ma sempre rigorosamente scientifico. Permette di conoscere direttamente e senza intermediazioni i fatti e gli argomenti processuali sul saluto romano spesso raccontati solo superficialmente dai mass media. Non senza sorprese. Nella storica sentenza della Corte Costituzionale del 1958 sulla Legge Scelba, che introdusse il noto criterio limitativo della necessità della ricostituzione del Partito Fascista per concretizzare il reato, ad essere protagonista fu un forlivesi, un giovanissimo Luigi Fratesi che venne assolto per aver fatto il saluto romano ad un gruppo di turisti diretti a Predappio. Alla sua memoria è dedicato il libro”.

L'autore sfida la possibilità che qualcuno chieda il sequestro dell'opera invocando l'apologia di fascismo. “Tutti i cittadini indistintamente hanno diritti. Dai pensionati agli studenti, dagli zingari ai musulmani, dai lavoratori ai disoccupati, dagli omosessuali ai comunisti, dai capitalisti ai liberisti, dagli atei ai credenti. Tutti. Pertanto anche i fascisti hanno diritti. A dirlo fu De Nicola primo Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale che nella sentenza del 1957 affermò che l'ideologia fascista era protetta all'art. 21 della Costituzione. È dunque un diritto essere fascisti nell’Italia del 2024. È un diritto fare il saluto romano, onorare i defunti della Repubblica Sociale, i martiri Fascisti e dell’MSI, come Sergio Ramelli, e revisionare la narrazione storica ufficiale del Fascismo e di Benito Mussolini. È anche un diritto per un Fascista democratico partecipare attivamente alla vita politica, come avvenuto per la lista Fasci Italiani del Lavoro. Tutti questi diritti sono perfettamente riconosciuti dalla Costituzione e dalle Leggi dello Stato italiano. Ad affermarlo sono numerosissime sentenze che, da decenni, sfatano un pezzo dopo l’altro la demonizzazione di tutto quanto sia Fascista. Se ne facciano finalmente una ragione Anpi, partigiani e sinistrerie varie”, commenta Minutillo.

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