Liliana Segre è cittadina onoraria di Forlì per acclamazione, Zattini: "Un esempio per la città"

Liliana Segre, senatrice a vita di 90 anni, una delle principali testimoni e divulgatrici sulla Shoah in Italia, è da lunedì cittadina onoraria di Forlì. La cittadinanza onoraria è stata conferita per acclamazione

Liliana Segre, senatrice a vita di 90 anni, una delle principali testimoni e divulgatrici sulla Shoah in Italia, è da lunedì cittadina onoraria di Forlì. La cittadinanza onoraria è stata conferita per acclamazione nel corso del consiglio comunale di lunedì pomeriggio. Liliana Segre è un'attivista e politica italiana, superstite dell'Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana. Il 19 gennaio 2018 è stata nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”. Nonostante la sua riconosciuta fama, il 7 novembre 2019, a causa delle crescenti minacce e insulti che le sono rivolti via internet, il prefetto di Milano Renato Saccone, ha deciso di assegnarle una scorta.

Arriva ora a conclusione l'iter per dare a Segre la cittadinanza onoraria forlivese. “Per tanto tempo abbiamo voluto averla ospite della città, purtroppo le vicende del Covid non ce l'hanno concesso, data anche l'età della senatrice”, spiega il sindaco Zattini. Che poi va al 9 novembre dello scorso anno, giorno della Liberazione di Forlì: “Anche se non era presente, l'ospite d'onore era la senatrice Segre perché eravamo all'indomani di un gesto vigliacco che impose una scorta ad una signora di quasi 90 anni, che aveva solo la colpa di essere una testimone di uno dei peggiori orrori dell'umanità”. Il sindaco Gian Luca Zattini tratteggia la figura partendo dalle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che vede “in Liliana Segre racchiusi i valori fondanti della Repubblica, la Costituzione e il percorso democratico, simbolo di resistenza alla barbarie e agli atti peggiori dell'uomo”. Ricorda la sua vita partendo “da un calvario iniziato nel 1938, quando era ancora bambina e diventa un 'nessuno'. Una discesa all'inferno fino al 1943 quando viene respinta all'estero, condannata a morte, trasferita nell'inferno dei lager, una vergogna per tutta l'umanità”.  Segre nel Dopoguerra ha dedicato la sua vita al ricordo di una tragedia, è stata una donna libera e di pace, la sua è una vita non di perdono, ma di tolleranza e di condivisione. Ha speso buona parte della sua vita per educare nelle scuole i nostri giovani, facendo capire che non si può mai abbassare la guardia”. 

Ed infine: “Con orgoglio annuncio quindi il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre per la sua opera di memoria e testimonianza della Shoah e per il suo instancabile impegno civile volto all'educazione delle giovani generazioni ai valori della tolleranza, del rifiuto dell'indifferenza e di ogni forma di discriminazione e totalitarismo, Liliana Segre rappresenta un esempio e punto di riferimento per la comunità forlivese”. Conclude il sindaco: “Non possiamo più essere indifferenti ai messaggeri di morte e sopraffazione, dobbiamo essere sentinelle vigili della vita democratica della nostra città e del nostro Paese”. Un lunghissimo e corale applauso da parte degli assessori e dei consiglieri - sia in presenza, sia quelli in collegamento online - ha accompagnato il momento del voto da parte dell'Assemblea civica, sancendo un grande abbraccio simbolico di stima e affetto.

Il conferimento ha trovato sostegno nelle parole di diversi consiglieri comunali. Il capogruppo Pd Soufian Hafi Alemani: “Condividiamo appieno quanto detto il sindaco, il nostro territorio ha delle testimonianze che ci portano a questa cittadinanza onoraria, dal ghetto ebraico all'eccidio dell'aeroporto fino a don Garbin: tutti motivi sostanziali che legano la nostra città  ai motivi che ci conducono oggi a questa cittadinanza”. Simone Benini (M5S) ha definito le parole del sindaco “chiare, forti, pesanti e giuste”. Ed ancora: “Speriamo  che il Comune con questa onorificenza incentivi di più il messaggio di Liliana Segre nelle scuole”. Per Federico Morgagni, capogruppo di Forlì & Co “la Shoah ha colpita la nostra comunità nel suo cuore, La città di Forlì porta il segno straziato di questo sterminio”. Costantini, consigliere della Lega parla di un “antisemitismo cartina a tornasole della decadenza della società”. La cittadinanza onoraria serve “combattere con la verità chi nega o minimizza e continuare sulla strada dello studio”. Sostegno anche da Massimo Marchi (Italia Viva) ed Elio Dogheria (Forlì Cambia).

Interviene anche Sara Biguzzi di Italia Viva che nel dicembre scorso ha chiesto all’amministrazione comunale di conferire alla senatrice Liliana Segre la cittadinanza onoraria per il suo alto senso civico ed istituzionale: “Ringrazio il consigliere comunale Massimo Marchi, la maggioranza e l’opposizione per aver accolto la mia proposta. Assumere questa delibera significa essere una comunità consapevole che non dimentica e sa condividere dei valori, perché queste battaglie non hanno colore politico. Proprio ieri è mancato Germano Nicolini, “comandante Diavolo” protagonista della Resistenza. Anche lui ci ha insegnato come coltivare la democrazia, i valori dell'antifascismo e della Liberazione. Vorrei porre l'attenzione anche su una realtà all’interno del nostro comune. Nel carcere di Forlì, gli ospiti del reparto femminile e maschile, con l’aiuto dei volontari, hanno proposto di dedicare la prima rosa sbocciata dai loro innesti, nel giardino interno, a Liliana Segre, a dimostrazione di come questi valori siano trasversali. Ora tocca a noi giovani”. 

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