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Vaccinazione degli insegnanti in tilt, tra fiale inutilizzate e liste di attesa che non scorrono

Il 'pasticcio Astrazeneca', con la sospensione e poi la riammissione del vaccino sta creando una situazione a macchia di leopardo sul territorio per quanto riguarda la vaccinazione degli insegnanti

Il 'pasticcio Astrazeneca', con la sospensione e poi la riammissione del vaccino sta creando una situazione a macchia di leopardo sul territorio per quanto riguarda lavaccinazione degli insegnanti. A seguito di un'ondata di disdette da parte dei docenti all'inizio della settimana scorsa, infatti, si sono creati squilibri tra ambulatori che hanno dosi non utilizzate e altri invece privi del vaccino, con insegnanti da tempo in attesa. Per l'assessore regionale Raffaele Donini i medici di base dell'Emilia-Romagna hanno finito le dosi di vaccino anti-Covid e resta dunque al momento in attesa la meta' (circa 60.000 persone) del personale delle scuole dell'Emilia-Romagna che non si e' ancora vaccinato. Le 60.000 dosi Astrazeneca affidate ai medici di famiglia "le hanno praticamente finite tutte in due settimane", spiega Donini.

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Fiale per insegnanti giacenti dai medici di base

Ma è diverso il quadro che emerge dei medici di base forlivesi. A parlare è uno dei loro rappresentanti, il dottor Vincenzo Immordino, che opera nel nucleo di cure primarie di San Martino in Strada, a Forlì: “Nel nostro nucleo operano 8 medici di base eppure non riusciamo a trovare tra tutti i nostri assistiti 55 insegnanti a cui somministrare le 5 fiale, fatte di 11 dosi per fiala, che abbiamo tuttora nei nostri frigoriferi”. Immordino spiega di avere una “lista di attesa di 3-4 persone, ma fino a quando non arrivo a 11 non posso aprire la fiala, dato che una volta aperta il vaccino contenuto va somministrato il prima possibile”. Questo anche alla luce del fatto che 3 dosi all'inizio della settimana scorsa, quando c'è stata la sospensione di Astrazeneca, sono andate buttate.

“Il lunedì della settimana scorsa – sempre Immordino – avevamo 15 prenotati, in 12 hanno disdettato. Alla fine avevamo 7 dosi avanzate e con circa 20-30 telefonate della nostra segreteria abbiamo reperito 4 persone che sono venute a farsi vaccinare, dovendo alla fine buttare via 3 dosi. Non le abbiamo utilizzate per categorie diverse da quelle degli insegnanti, per i quali noi medici di base siamo autorizzati, perché il commissario straordinario all'emergenza Figliuolo non aveva ancora emanato la direttiva contro gli sprechi delle dosi residue”. Anche dal nucleo di cure primarie di viale Risorgimento segnalano problemi, con circa 50 insegnanti da vaccinare su cui si procede a rilento per i dubbi e la relativa indecisione da parte degli interessati, che preferiscono attendere dopo lo 'stop and go' del siero Astrazeneca

La protesta di un gruppo di insegnanti

Eppure c'è chi il vaccino, tra i prof, lo vorrebbe fare e da inizio marzo non riesce a farlo. E' il caso di una professoressa forlivese che si fa portavoce di un gruppo di 28 insegnanti, sparsi su più medici di base, che sono in attesa del vaccino: “Il mio medico mi informa che da quando hanno esaurito le prime fiale giunte per gli insegnanti, non sono arrivati altri rifornimenti, tra i miei colleghi siamo in diversi in attesa di poter effettuare il vaccino”. Il problema potrebbe anche dipendere dal fatto che se ci sono liste di attesa di poche unità per singoli ambulatori, queste restano tutte ferme in attesa di arrivare al numero necessario di prenotati per aprire una fiala. Un'ipotesi potrebbe essere accorparli in un unico ambulatorio. “Se ci sono colleghi di altri nuclei di cure primarie che hanno bisogno di fiale, noi non abbiamo problemi a cederle garantendo il mantenimento della catena del freddo”, spiega Immordino. Che invita gli insegnanti a prenotarsi senza tentennamenti tra quelli serviti dal nucleo di San Martino in Strada: “Il vaccino è sicuro, ma non avevo dubbi anche prima della sospensione, e qui ne abbiamo disponibile”, continua Immordino.

La Regione: "Dopo i prof, i caregiver"

Nei prossimi mesi, ha relazione l'assessore regionale Donini in Assemblea Legislativa "se ci arrivassero davvero tanti vaccini possiamo contare anche sulla rete dei medici di base. Ora pero' non hanno dosi, speriamo di avere quanto prima vaccini che possano essere gestiti meglio da loro, Astrazeneca e Johnson&Johnson". I sieri di Moderna e Pzifer infatti, richiedendo temperature di conservazione molto basse, sono meno adatte alla somministrazioni negli studi medici. Ma, annuncia Donini, "a loro affideremo un altro target, oltre a concludere quello scolastico appena ci saranno i vaccini, quello dei caregiver, sia per quanto riguarda gli anziani sia per quanto riguarda i disabili. Speriamo di poter rimettere in moto il piu' presto possibile questa potenzialità".

L'ampliamento del target affidato ai medici di base, tra l'altro, permetterà a quanto spiega l'assessore di ridurre in parte il problema delle 11 persone da vaccinare nello stesso momento (queste le dosi contenute in una fiala Astrazeneca) in maniera da sprecare la minor quantità possibile di vaccini. Per quanto riguarda le vaccinazioni da eseguire tra le diverse categorie professionali, "abbiamo gia' registrato l'interessamento delle imprese, soprattutto le grandi imprese, che sono pronte a vaccinare i loro dipendenti", informa ancora l'assessore Donini. Ma questo sarà possibile, sottolinea, "quando avremo completato le principali categorie a rischio".

Un passo avanti lo hanno fatto anche i farmacisti, ma in questo caso la Regione e' in attesa del via libera sul piano nazionale perche' si possa 'abilitare' a tutti gli effetti la categoria e somministrare vaccini anche in farmacia. Per quanto riguarda le vaccinazioni da eseguire tra le diverse categorie professionali, "abbiamo gia' registrato l'interessamento delle imprese, soprattutto le grandi imprese, che sono pronte a vaccinare i loro dipendenti", informa ancora l'assessore Donini. Ma questo sara' possibile, sottolinea, "quando avremo completato le principali categorie a rischio". Un passo avanti lo hanno fatto anche i farmacisti, ma in questo caso la Regione e' in attesa del via libera sul piano nazionale perche' si possa 'abilitare' a tutti gli effetti la categoria e somministrare vaccini anche in farmacia.

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