Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Santa Sofia

Lite con colpo di fucile, il ferito è in prognosi riservata. I Carabinieri sequestrano l'abitazione

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Filippo Santangelo, sono condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Meldola, diretti dal capitano di Compagnia Rossella Capuano e dal tenente Gino Lifrieri

I Carabinieri sono tornati lunedì mattina nel casolare di Spinello, dove nella prima serata di domenica si è consumata una violenta lite tra un santasofiese di 62 anni ed un 52enne di nazionalità albanese, con quest'ultimo ferito all'altezza della spalla destra con un colpo di fucile. Lo straniero si trova ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale "Maurizio Bufalini" di Cesena, in prognosi riservata. Trasportato con l'elimedica al nosocomio cesenate specializzato in traumi, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Non sarebbe in pericolo di vita, ma è intubato e sedato. Anche il 62enne ha necessitato di cure sanitarie, refertate dai medici dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Filippo Santangelo, sono condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Meldola, diretti dal capitano di Compagnia Rossella Capuano e dal tenente Gino Lifrieri. Lunedì mattina gli uomini dell'Arma hanno provveduto a mettere sotto sequestro l'abitazione. Sul posto erano presenti i militari della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Forlì-Cesena, che hanno proceduto al sopralluogo dell'abitazione e ai rilievi scientifici. Gli inquirenti sono al lavoro per chiarire se il colpo sia stato esploso intenzionalmente o se sia partito accidentalmente durante la collutazione. Pare che sia stato esploso ad una distanza molto ravvicinata, colpendo di striscio il 52enne. Quindi non è stato penetrante. L'arma è risultata regolarmente detenuta e custodita. Il 62enne infatti è un cacciatore.

Ma cosa ha portato alla sanguinosa collutazione? Gli investigatori al momento hanno raccolto la versione dei fatti del santasofiese, della figlia di quest'ultimo che si trovava in casa. Il tutto si è consumato all'interno dell'abitazione del 62enne, intorno alle 20, tra la camera da letto e il corridoio. Una lite particolarmente accesa, durata circa cinque minuti, culminata con l'esplosione del colpo di fucile. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ci sarebbe stata un'incursione dello straniero, entrato nella casa del rivale approfittando del fatto che la porta fosse aperta. Pare quindi che i due non avessero concordato alcun appuntamento.

E' stato chiarito che l'albanese fino alla fine del 2020 era stato regolarmente assunto come boscaiolo dal santasofiese. L'attrito maturato nel tempo, ma ancora in attesa di essere chiarito, è riconducibile a questioni lavorative e probabilmente economiche. Sembra inoltre che il 52enne fosse infastidito dalle voci che circolavano in paese, cioè che avesse portato via della legna al datore di lavoro. E pare anche che ci fossero state delle minacce da parte del cittadino albanese.

L'epilogo è arrivato quindi domenica sera. Durante la discussione c'era anche la figlia del santasofiese, che ha fornito una dinamica dei fatti che resta da appurare. Sicuramente si è svolta nell'abitazione e non era preventivata e programmata. Il 62enne avrebbe invitato l'ex dipendente ad uscire di casa, poi avrebbe afferrato il fucile. E' seguita quindi la collutazione al culmine della quale è partito il colpo.

I rilievi tecnici del nucleo investigativo serviranno per capire la dinamica dei fatti e la traiettoria del colpo. E' stato il santasofiese ad allertare il 112 e il 118. Il ferito è stato soccorso con l'elimedica giunta da Bologna e trasportato quindi al "Bufalini", dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. E' sedato ed intubato in Rianimazione, con i medici che si sono riservati la prognosi. Ma non sarebbe in pericolo di vita. Gli inquirenti attendono inoltre un miglioramento delle condizioni di salute dell'albanese per ascoltare la sua versione dei fatti. Il 62enne è stato indagato a piede libero con l'accusa di lesioni gravissime.

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