Lite con una famiglia no-mask al Parco Urbano: "Serva, la mascherina la mettete tu e Conte"

Non è mancato un aspro diverbio che ha richiamato l'attenzione di decine di persone. Il tutto è iniziato con una famiglia di tre persone che, con due retini in mano, si avvicinava ai conigli del Parco Urbano

Aspra lite al parco urbano Franco Agosto nel pomeriggio di sabato. Il diverbio, a suon di urla in mezzo a numerosi passanti, è scoppiato vicino all'ingresso del parco di via Sandro Pertini, intorno alle 16.30. Complice la bella giornata e la voglia di molti di stare all'aria aperta, il parco nelle ore centrali della giornata si era riempito di gente, con diversi bambini e ragazzi vestiti con i costumi di Halloween, un'occasione per vestirsi a festa dato la chiusura imposta a discoteche, locali serali e di conseguenza anche alle ormai tradizionali feste della sera della vigilia di Halloween. Pur numerosi i forlivesi che hano passeggiato al parco urbano, si è registrato il rispetto scrupoloso dell'obbligo della mascherina, per altro ben segnalato anche agli ingressi del parco.

In questa cornice, però, non è mancato un aspro diverbio che ha richiamato l'attenzione di decine di persone. Il tutto è iniziato con una famiglia di tre persone che, con un retino in mano, si avvicinava ai conigli del Parco Urbano. Una scena che ha richiamato l'attenzione di una coppia, che ha redarguito i tre, esortandoli in modo poco cortese a non infastidire e spaventare i conigli. Uno scambio di battute brusche che sarebbe finito lì, se non fosse che pochi minuti dopo - quando gli stessi si sono incrociati al cancello d'ingresso - la donna della coppia ha richiamato poi la famiglia delle tre persone all'obbligo della mascherina, che non veniva indossata. A quel punto è scoppiato il diverbio più acceso, con le due coppie che si sono fronteggiate e ravvicinate a suon di parolacce. La famiglia senza mascherina si è rifiutata di indossarla urlando "La mascherina la mettete tu e Conte" e definendo la donna che la indossava "Serva", "Serva della gleba", e indicando così la loro contrarietà al dispositivo di protezione personale, comunque obbligatorio al parco urbano e in un contesto di presenze che non garantiva il distanziamento. Un diverbio di pochi minuti, dopo di ché la famiglia è allontanata dal parco. 

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