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Walter Neri

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Lotta al morbo di Parkinson, nuove tecnologie nei laboratori di Neurologia

Grazie all’impegno della neonata “Fondazione Giuseppe e Augusta Minghetti”, l’unità diretta dal dottor Walter Neri si è infatti dotata di una strumentazione di ultima generazione per esami di Elettromiografia e Potenziali Evocati

Lotta al morbo di Parkinson, l’U.O. di Neurologia dell’Ausl di Forlì rinnova le tecnologie dei propri Laboratori. Grazie all’impegno della neonata “Fondazione Giuseppe e Augusta Minghetti”, l’unità diretta dal dottor Walter Neri si è infatti dotata di una strumentazione di ultima generazione per esami di Elettromiografia e Potenziali Evocati, comprensiva di un moderno stimolatore magnetico. La donazione, del valore complessivo di 45mila euro, permetterà di migliorare ulteriormente l’attività diagnostica necessaria nell’individuare precocemente malattie con disturbi del movimento, fra cui appunto il Morbo di Parkinson e i Parkinsonismi.

«Attraverso l’elettromiografia e i potenziali evocati, con diverse modalità di stimolazione è possibile studiare il sistema nervoso periferico e centrale – illustra Neri – e nel caso specifico del morbo di Parkinson si possono trarre utili informazioni sull’attività motoria volontaria e riflessa, le cui alterazioni sono alla base dei sintomi motori della malattia, quali la rigidità muscolare e la bradicinesia, vale a dire la difficoltà ad iniziare i movimenti e a condurli in modo veloce e fluido». Lo stimolatore magnetico, applicato sullo scalpo in corrispondenza della corteccia cerebrale motoria, agisce eccitando popolazioni di cellule nervose che con i loro prolungamenti conducono gli impulsi alle diverse stazioni del sistema motorio centrale e periferico; tramite la strumentazione donata è possibile registrare la velocità di conduzione degli impulsi motori dalla corteccia al midollo e da questo ai muscoli.

«Grazie a tale esame – prosegue Neri – possiamo diagnosticare precocemente e meglio i disturbi del sistema motorio presenti in malattie neurodegenerativo importanti come SLA, Sclerosi Multipla e Parkinson. Inoltre, e questo potrebbe essere il futuro,  recenti studi sperimentali evidenziano che la stimolazione magnetica ripetitiva, metodica neurofisiologica assolutamente non invasiva, può avere anche una funzione terapeutica, anche nel Morbo di Parkinson, attraverso una modificazione indotta dell’eccitabilità dei neuroni di aree del cervello e del cervelletto». Con il nuovo stimolatore magnetico, il Laboratorio di Neurofisiologia della U.O. di Neurologia potrà incrementare quali-quantitavamente gli esami dei potenziali evocati motori, aumentandone la produzione a oltre 150 esami/anno.

La scelta di potenziare questo attività è la mission intrinseca della Fondazione. «Il nostro principale obiettivo è aiutare la ricerca e la cura del morbo di Parkinson – spiega il presidente Dino Ragazzini – e  l’ente è nato per volontà della professoressa Augusta Minghetti, molto conosciuta in città quale storica preside della scuola media “Giovanni Pascoli” di Forlì, la quale, dopo aver assistito per tanti anni il fratello colpito da questa patologia, ha deciso che, al momento della sua morte, i propri beni fossero destinati a una Fondazione a loro intitolata e diretta, appunto, a migliorare l’assistenza al Parkinson e ai Parkinsonismi».

La Fondazione si propone, infatti, di facilitare la ricerca, integrare i percorsi diagnostici e di cura, nonché l’assistenza globale a quanti sono colpiti da tale malattia; per favorire “la scelta di interventi adeguati alla tecnologia corrente e ai servizi presenti sul territorio”, lo statuto dispone che “i progetti siano proposti o comunque valutati dalla Direzione dell’Ausl di Forlì”. «La donazione dell’elettromiografo e dello stimolatore magnetico è il nostro primo atto – spiega il presidente – adesso, continueremo a collaborare con l’Azienda e, in particolare, con l’U.O. di Neurologia, per valutare altri interventi utili a combattere la malattia».

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