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Lotta all’inappropriatezza, l'impegno dell'AUSL di Forlì

Appropriatezza. E' questa la stella polare del Dipartimento di Medicina Specialistica, diretto dal prof. Enrico Ricci, sempre più impegnato in progetti diretti a garantire un utilizzo corretto e adeguato delle risorse

Appropriatezza. E’ questa la stella polare del Dipartimento di Medicina Specialistica, diretto dal prof. Enrico Ricci, sempre più impegnato in progetti diretti a garantire un utilizzo corretto e adeguato delle risorse. E in questi anni i risultati non sono mancati: gli audit clinici con i medici di medicina generale, avviati, nel 2004, dall’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, hanno consentito di abbattere le prestazioni inappropriate, scese sotto il 10%, soglia di qualità indicata in letteratura, mentre il sistema dipartimentale di ricovero secondo criteri di priorità clinica definiti mediante codici colore, consolidato in questi anni, permette ogni anno di sgravare il Pronto Soccorso di qualche migliaio di codici gialli, gestiti autonomamente da ogni unità che afferisce al Dipartimento (U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, diretta dal prof. Enrico Ricci, U.O. di Medicina Interna e U.O. di Endocrinologia, dirette dal dott. Maurizio Nizzoli, U.O. di Nefrologia, diretta dal dott. Giovanni Mosconi, U.O. di Neurologia, diretta dal dott. Walter Neri, U.O. di Malattie Infettive, diretta dal dott. Claudio Cancellieri).

Il lavoro sull’appropriatezza, previsto anche dal Piano Attuativo Locale, rimane fra i principali obiettivi del Dipartimento pure per il futuro, con la riorganizzazione delle degenze ordinarie e la ristrutturazione dei percorsi di cura trasversali. Un impegno utile ai fini dell’accreditamento regionale previsto a fine anno, quando il Dipartimento di Medicina Specialistica dovrà rinnovare la certificazione ottenuta nel 2006.
 
«Il nostro Dipartimento è attento a garantire diagnosi e terapie, sia in regime ambulatoriale sia di ricovero, rispettose di quanto indicato dall’Azienda e dalle linee guida delle Società scientifiche di riferimento – commenta il prof. Enrico Ricci – così da migliorare da un lato l’efficienza, grazie alla riduzione di procedure inadeguate, dall’altro l’efficacia, utilizzando le risorse risparmiate a beneficio di quei pazienti che ne hanno reale bisogno». Rientra in questo quadro il lavoro di riorganizzazione delle degenze ordinarie, diretto, nell’ottica di un’assistenza per intensità di cura, a «ricoverare il malato giusto nel luogo giusto, dove possa trovare la miglior risposta possibile alle sue necessità di salute». «Tutto ciò comporterà la revisione di alcuni percorsi diagnostico-terapeutici trasversali, come quello per la pancreatite acuta biliare, l’emorragia digestiva, il piede diabetico, che interessano più unità operative, sia del nostro sia di altri Dipartimenti. – prosegue il prof. Ricci – Cercheremo d’intervenire per integrare la fase ospedaliera con quella pre e post ricovero, collaborando in maniera ancora più stretta coi medici di medicina generale». Proprio l’attività svolta insieme a loro in questi anni ha permesso, d’altronde, di conseguire importanti risultati. «Come U.O. di Gastroenterologia, a partire dal 2004 abbiamo organizzato una serie di audit, ovvero incontri con i rappresentanti dei Nuclei dei medici di medicina generale per valutare se le richieste di prestazioni specialistiche da loro effettuate fossero o no conformi ai criteri di appropriatezza contenuti nelle linee guida – spiega il direttore – ebbene, da livelli di inappropriatezza alti, superiori in alcuni casi al 50%, siamo scesi, attualmente sotto il 10%, obiettivo che ci eravamo posti sulla scorta delle indicazioni della letteratura: nel 2011, ad esempio, nelle colonscopie ci siamo attestati all’8,75%, e nelle gastroscopie all’8,49%». Anche le altre unità del dipartimento si sono mosse in questo senso, tenendo riunioni sull’appropriatezza delle prescrizioni farmaceutiche con i diversi Nuclei di Cure Primarie dell’Azienda.

Continua, intanto, a dare i suoi frutti, la gestione dei ricoveri secondo criteri clinici, definiti da codici colore. «Nel nostro Dipartimento, la precedenza si basa su una valutazione clinica del paziente – ricorda il prof. Ricci – a seconda delle condizioni riscontrate dai medici, dunque, a quest’ultimo viene assegnato un codice colore - rosso, giallo, verde, bianco - per definire il livello di priorità, in coerenza con le indicazioni regionali che prevedono categorie di malati in rapporto al grado di urgenza e complessità». Poiché ogni unità del Dipartimento gestisce in autonomia un 20-25% dei codici gialli, tale sistema ha permesso di sgravare il Pronto Soccorso da una considerevole mole di lavoro. «Nel 2011, l’U.O. di Gastroenterologia ha preso in carico direttamente il 21% dei codici gialli, l’U.O. di Nefrologia il 35%, l’U.O. di Neurologia il 20% e l’U.O. di Malattie Infettive il 50% – ricorda il direttore – tutto ciò significa che qualche migliaio di pazienti non è dovuto transitare dal Pronto Soccorso».

L’ultimo progetto di miglioramento dell’appropriatezza, in ordine di tempo, è la conferma via sms delle prestazioni specialistiche fissate all’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva. «Nel 2011, a fronte di 3.560 messaggi inviati, abbiamo recuperato 80 posti, quest’anno, al 30 aprile, siamo già a quota 36 – rivela il prof. Ricci – possono sembrare numeri non enormi ma se pensiamo all’elevato costo di procedure come le endoscopie e alla bassissima spesa per gli sms, il risparmio per l’Azienda è considerevole».

Per quanto riguarda le singole unità operative che afferiscono al Dipartimento, è stato di recente nominato il nuovo direttore dell’U.O. di Nefrologia, il dott. Giovanni Mosconi, proveniente dall’ospedale universitario Sant’Orsola, che ha sostituito il dott. Sauro Urbini, andato in pensione. «Il dott. Mosconi ha subito condiviso obiettivi e metodologie di lavoro, portando in dote la propria esperienza – commenta il prof. Ricci – in questi mesi l’unità si è così riorganizzata e rinnovata, con un’équipe giovane e motivata. Il volume di attività, infatti, resta notevole, dato che ogni anno i pazienti dializzati crescono del 10%, presentando una curva in costante aumento». L’impegno del dott. Mosconi è da una parte portare verso il trapianto il maggior numero possibile di dializzati e, dall’altra, intervenire, in linea col progetto Prier della Regione Emilia-Romagna sulla prevenzione delle patologie renali, per ridurre i pazienti costretti alla dialisi.

Da sottolineare, poi i continui progressi dell’ U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva nel campo della diagnosi precoce del cancro allo stomaco in fase iniziale. «Possiamo vantare numeri senza eguali in Italia – illustra il direttore – ogni anno le nostre diagnosi precoci per tale neoplasia si attestano intorno al 36%, mentre i centri nazionali più quotati, come Siena, si fermano al 20%». Risultati raggiunti grazie anche all’elevata esperienza maturata dall’équipe forlivese nell’uso di nuove tecnologie endoscopiche, come l’analisi spettrale delle immagini. «Abbiamo deciso di mettere le nostre competenze al servizio di altri colleghi – spiega il prof. Ricci – a tal fine abbiamo creato a scopo didattico un sito internet, denominato DDWT (Diagnostic Digestive Web Tutor), diretto ad assistere il gastroenterologo nel percorso necessario ad acquisire il know-how necessario a utilizzare questi nuovi strumenti. Si tratta di un progetto unico al mondo».
 

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