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Lotta contro la processionaria del pino: il sindaco Zattini firma l'ordinanza

Le infestazioni di processionaria interessano soprattutto le piante poste in aree soleggiate e si manifestano spesso con fluttuazioni graduali delle popolazioni, il cui culmine si presenta circa ogni 5 -7 anni

Interventi per la lotta alla processionaria del pino su proprietà privata. E’ quanto dispone il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini con l’emanazione dell’ordinanza che obbliga "i proprietari, amministratori di condominio o conduttori di aree verdi (giardini, parchi, aree verdi private), di effettuare annualmente durante il periodo invernale – inizio primaverile, e comunque nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 30 aprile, tutte le opportune verifiche ed ispezioni sugli alberi posti a dimora nei terreni di loro pertinenza, al fine di accertare la presenza dei nidi della Processionaria del Pino - Traumatocampa (Thaumetopea) pityocampa".

I controlli, viene specificato, "dovranno essere effettuate con maggiore attenzione sulle specie arboree soggette all’attacco del parassita: pino nero (Pinus nigra) in particolare; pino silvestre (Pinus silvestris); pino domestico (Pinus pinea); pino marittimo (Pino pinaster); e varie specie di cedro (Cedrus spp), senza escludere le altre specie di conifere potenzialmente aggredibili dall'insetto". "Qualora si riscontrasse la presenza dei nidi di Processionaria, i soggetti interessati dovranno immediatamente intervenire con la rimozione e la distruzione degli stessi, mediante bruciamento controllato, adottando tutte le protezioni individuali indispensabili per evitare il contatto con i peli urticanti delle larve, affidandosi a ditte specializzate in materia", si legge nel provvedimento.

"Oltre all'obbligatorietà dell'asportazione dei nidi, potranno eventualmente essere messe in atto adeguate tecniche di profilassi, come la cattura massale condotta con trappole e feromoni per il controllo degli adulti; trattamenti microbiologici per il controllo precoce delle larve; e trattamenti endoterapici per il controllo delle larve - viene aggiunto -. Tali misure sono da effettuarsi in accordo con il ciclo biologico del parassita ed attraverso indicazioni specifiche fornite da personale qualificato ed abilitato alla consulenza fitosanitaria ed all'applicazione di prodotti fitosanitari".

Viene ricordato nell'ordinanza che "le spese per gli interventi suddetti sono a totale carico dei proprietari o dei conduttori delle piante infestate" e che "è fatto assoluto divieto di depositare e abbandonare i rami con i nidi di processionaria presso presso i contenitori per la raccolta stradale dei rifiuti, nei contenitori porta a porta per i rifiuti, nonché nei cestini dislocati nel territorio comunale". Chi non rispetta l'ordinanza va incontro ad una sanzione amministrativa variabile tra 25 e 500 euro.

I danni

Le infestazioni di processionaria interessano soprattutto le piante poste in aree soleggiate e si manifestano spesso con fluttuazioni graduali delle popolazioni, il cui culmine si presenta circa ogni 5 -7 anni. Raramente il danno prodotto da questo insetto sulle specie ospiti è tale da pregiudicarne la sopravvivenza. Gli alberi colpiti presentano defogliazioni più o meno accentuate, risultano indeboliti e quindi maggiormente soggetti ad ulteriori attacchi di parassiti (per es. scolitidi). Più gravi sono invece i problemi connessi alla presenza dei peli urticanti sul corpo delle larve a partire dalla 3^ età. A seguito del contatto diretto con le larve oppure in conseguenza della dispersione dei peli nell'ambiente, si registrano reazioni epidermiche e reazioni allergiche (soprattutto in soggetti particolarmente sensibili). A livello delle prime vie respiratorie, le reazioni infiammatorie possono essere particolarmente consistenti in occasione di inalazioni massive che non di rado si verificano tra il personale addetto alla manutenzione del verde non adeguatamente protetto.

La lotta

L'inverno (indicativamente tra dicembre e l'inizio di febbraio) è il periodo in cui ci si accorge della presenza dell’insetto, quando sono ben visibili sulla chioma, soprattutto nelle porzioni esterne, i nidi formati dalle larve. Altrettanto ben visibili sono le "processioni" che si osservano sui tronchi, sull’erba, sul selciato nel periodo primaverile che precede il loro interramento nel suolo. Attenzione però: la massima pericolosità dell'insetto coincide con il periodo immediatamente precedente all'apertura del nido . In questa fase occorre accuratamente evitare ogni contatto con le larve, altamente urticanti; pertanto, se da un lato è di fondamentale importanza, ove tecnicamente possibile, tagliare e bruciare i nidi larvali, dall’altro occorre operare con la massima cautela adottando adeguate misure protettive. Il taglio dei nidi riduce la pressione esercitata dall’insetto, ma non abbatte completamente l’infestazione.

A fine estate (indicativamente nella seconda metà di settembre) è il momento di effettuare uno-due trattamenti alla chioma con preparati microbiologici a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki. Dosi di 100-150 grammi di prodotto diluiti in 100 litri di acqua forniscono ottimi risultati nei confronti delle larve di prima e seconda età. Dosi superiori (fino a 300-350 g/hl di acqua) sono indispensabili nel caso di trattamenti su larve più grosse. Gli interventi vanno eseguiti nelle ore serali e in assenza di vento, avendo cura di bagnare la chioma in maniera uniforme. Trattandosi di un prodotto biologico, ha una limitata azione nel tempo ed è facilmente dilavabile; pertanto, in caso di forti infestazioni o di piogge successive al trattamento, è bene eseguirlo nuovamente dopo 4-5 giorni.

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