Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Lotta al covid, Bonaccini: "Prima dose a più persone. Stop Johnson and Johnson? Sarebbe una brutta tegola"

"Se su Pfizer e Moderna si puo' fare la seconda dose dopo 40 giorni e non 21 credo sia giusto utilizzare tutto il tempo dei 40 giorni, perche' questo significa fare a piu' persone le prima dose", sottolinea Bonaccini


Stefano Bonaccini dice si' al posticipo della seconda dose per aumentare la popolazione coperta con la prima somministrazione anti-Covid. Ma anche la vaccinazione dei lavoratori in contemporanea ai sessantenni, le prenotazioni per i quali dovrebbero aprirsi entro fino mese in Emilia-Romagna. Il presidente dell'Emilia-Romagna ne ha parlato martedì a L'aria che tira, su La7. "Se su Pfizer e Moderna si puo' fare la seconda dose dopo 40 giorni e non 21 credo sia giusto utilizzare tutto il tempo dei 40 giorni, perche' questo significa fare a piu' persone le prima dose", sottolinea Bonaccini.

Se le cose andranno per il verso giusto "a maggio potremmo aver cominciato a mettere al riparo le categorie piu' fragili". A quel punto si potrebbe anche partire con le attivita' produttive, come ha intenzione di fare da subito Vincenzo De Luca in Campania. "Io - sottolinea Bonaccini - mi attengo al piano vaccinale che in conferenza Stato-Regioni e' stato prodotto e vagliato da tutti. Il primo dovere anche morale che abbiamo e' quello di mettere al riparo chi rischia la vita prima di tutti". Ma, aggiunge il governatore, "personalmente penso che quando passeremo ai sessantenni, qui tra pochi giorni, bisognerebbe anche ragionare su coloro che lavorano nelle imprese". Peraltro Bonaccini sottolinea che tra gli anziani "lo rifiutano pochissime persone Astrazeneca, mi conforta che qui le rinunce siano davvero basse, mi auguro prosegua cosi'".

Intervenendo ai microfoni di Radio1, Bonaccini è intervenuto anche sulla questione Johnson and Johnson, fermato per precauzione dalle autorita' americane. "Attendiamo il pronunciamento delle autorita' scientifiche. Ma mi auguro che, come avvenuto per Astrazeneca, il vaccino non venga fermato. Vuol dire che e' sicuro e che si puo' utilizzare". Bonaccini, che ci tiene a sottolineare come in Emilia-Romagna "le rinunce ad Astrazeneca finora sono state pochissime", spera dunque che "possa essere rimesso in circolazione e utilizzato". Se venisse sospeso, avverte il governatore, "sarebbe una bella tegola". Proprio martedì e' arrivata la prima fornitura in Italia, che deve essere smistata alle Regioni. Lo stop dunque sarebbe "un altro problema- insiste Bonaccini- e' giusta la precauzione, auguriamoci che anche il Johnson and Johnson si possa aggiungere agli altri vaccini a disposizione".

Fino ad oggi "le multinazionali sono state vergognose sulle forniture" dei vaccini, attacca Bonaccini. "Speriamo che sia possibile confermare cio' che ci deve arrivare - afferma Bonaccini - fino ad oggi le multinazionali sono state vergognose sulle forniture. Pare che Pfizer cominci a rispettare gli accordi, Astrazeneca invece consegnera' ancora una volta il 50% del previsto, e sono in ritardo di due giorni". In altre parole, insiste il governatore, "fino ad oggi non e' mancata l'organizzazione: sono mancate le dosi. Mi auguro che aumenteranno nelle prossime settimane". Anche perche', sottolinea Bonaccini, "se verranno confermate le intese, all'Italia devono arrivare 50 milioni entro giugno e 80 milioni entro settembre". Se cosi' fosse davvero, rimarca il presidente, "avremmo vaccini a sufficienza per vaccinare tutti, anche con la seconda dose". (fonte Dire)

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