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Cronaca

Lupi alle porte della città, la biologa: "Improbabile un attacco all'uomo: per loro siamo un pericolo, non una preda"

Abbiamo intervistato Paola Fazzi, biologa libero professionista che all'Istituto di Ecologia Applicata si occupa di monitoraggio del lupo e gestione del conflitto tra uomo e grandi carnivori

Dopo l'episodio avvenuto alcuni giorni fa nei pressi dell'ospedale di Vecchiazzano, in cui due capre chiuse in un recinto sono state uccise e sbranate da uno o due lupi, abbiamo intervistato Paola Fazzi, biologa libero professionista che all'Istituto di Ecologia Applicata si occupa di monitoraggio del lupo e gestione del conflitto tra uomo e grandi carnivori.

Dottoressa Fazzi è vero che i lupi sono pericolosi?
La possibilità di un incontro con un lupo non deve far paura, nella quasi totalità degli incontri il lupo scappa via appena si accorge della nostra presenza. Certamente però il lupo è un animale selvatico, uno dei grandi carnivori italiani, e come qualsiasi selvatico potenzialmente pericoloso, anche se le probabilità di "incidente" sono veramente molto basse. Ma il cosiddetto "rischio zero" non esiste,  ed è giusto rapportarsi alla fauna in generale con il dovuto rispetto e distanza. Non dobbiamo certamente cercare di avvicinarli o interagire con loro (o con nessun selvatico) in nessun modo 

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Ci sono lupi diversi da altri lupi?
In Italia è presente la sottospecie lupo appenninico, che troviamo sia in Appennino che nelle Alpi. Da qualche anno, dal confine orientale d'Italia stanno arrivando esemplari della sottospecie europea. Questo è un fenomeno del tutto naturale, positivo, e non deve essere visto come un fatto anomalo.


Perchè si avvicinano così tanto alle zone antropizzate?
Dovremo abituarci sempre più ad avere animali selvatici intorno alle  nostre case e paesi, perché è una conseguenza normale dell'aumento numerico di questi. Il nostro compito è però quello di fare sì che nel nostro ambiente non trovino nulla di particolarmente interessante che li porti a frequentare con insistenza gli ambiti urbani . La presenza di carnivori in un territorio è un valore aggiunto, sia dal punto di vista ecologico che sociale, anche se ovviamente porta a delle sfide per poter sostenerne la convivenza. Il lupo ha ormai ricolonizzato tutto l'areale in cui era presente secoli fa. Non è mai stata fatta nessuna reintroduzione, era arrivato alla soglia dell'estinzione negli anni 70 ma grazie al regime di protezione legale, all'aumento di ungulati e allo spopolamento delle montagne ha ricominciato ad aumentare numericamente e occupare lo spazio disponibile. Dall'ultima stima fatta da ISPRA i lupi sono circa 3300, e dal momento che i territori montani sono stati già occupati da branchi, adesso i lupi stanno ricolonizzando anche aree periurbane e costiere, visto che anche in queste zone vi è presenza di cibo (tutte le sue specie preda)


Possono veramente attaccare l'uomo, i cani al guinzaglio o i gatti?
L'attacco ad animali domestici, anche cani e gatti, o animali da reddito, è possibile, sono potenziali prede di lupo. L'uso del guinzaglio per i cani e la presenza del padrone è certamente un deterrente. L'attacco all'uomo, anche se come detto non può essere escluso a priori, è estremamente improbabile. Gli unici incidenti successi in Italia riguardavano o animali fortemente abituati all'uomo o animali posti in condizioni di forte stress. Il lupo vede l'uomo come un pericolo, non come una preda, e tendenzialmente cerca di starne lontano, infatti la tipica reazione di un lupo in seguito all'incontro con una persona, è di fuga. 


Cosa si deve fare o cosa non si deve fare?
È importante lasciare che il lupo continui ad essere un animale selvatico, e per questo non dobbiamo assolutamente cercare di avvicinarlo né di renderlo abituato alla nostra presenza. Le situazioni problematiche si registrano con animali abituati all'uomo, che diventano confidenti. Bisogna evitare di fargli trovare cibo accessibile,  dobbiamo fare attenzione anche a non lasciare rifiuti o avanzi di cibo non custoditi. Gli animali d'affezione  sarebbe opportuno che fossero almeno di notte tenuti in situazioni controllate e non a rischio. In caso di avvistamento (che comunque resta un fatto sporadico) possiamo tranquillamente osservare l'animale senza nessuna paura, nel caso in cui l'animale non si allontani, sarà sufficiente alzare la voce o fare rumore.


Qual è il corretto pensiero a questo riguardo, secondo voi?
Non dobbiamo considerare la fauna come animali dei cartoni o giocattoli, dobbiamo imparare a osservare l'ambiente naturale senza il desiderio di volerci interagire per forza, rispettando la fauna nella sua selvaticitá, solo in questo modo la coabitazione tra uomo e fauna potrà andare avanti.

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