Madonna del Carmine, don Marco Laghi celebra la "Messa di Sempre" al Castellaccio

Sarà la prima celebrazione pubblica che don Marco officerà nel territorio della diocesi natale, dopo l’ordinazione sacerdotale dello scorso 29 giugno, nel Seminario svizzero della Fraternità Sacerdotale San Pio X

 Giovedì, alle 20.30, il sacerdote novello, don Marco Laghi, celebrerà la S. Messa Tradizionale in latino, nella Chiesa di S. Maria Madre di Dio in Castellaccio  (via Castello 91, Massa Castello, Ravenna) recentemente riportata al suo uso proprio, dopo anni di abbandono e degrado. Sarà la prima celebrazione pubblica che don Marco officerà nel territorio della diocesi natale, dopo l’ordinazione sacerdotale dello scorso 29 giugno, nel Seminario svizzero della Fraternità Sacerdotale San Pio X, la congregazione fondata dall’Arcivescovo + Marcel Lefebvre, a cui egli appartiene.

Don Marco sarà disponibile per le confessioni dalle 19 ed al termine della celebrazione impartirà ai presenti la Prima Benedizione con annessa l’Indulgenza Plenaria accordata dalla Santa Sede. La celebrazione sarà accompagnata dalle note del nuovo organo suonato da Daniele Casi e dalla voce del tenore Maurizio Tassani che eseguirà scelte musiche sacre. Le offerte raccolte durante la celebrazione saranno destinate al ripristino del Battistero della Chiesa.

Chi sono i lefebvriani

Il gruppo ultratradizionalista dei lefebvriani, denominazione con la quale è universalmente nota la Fraternità sacerdotale San Pio X, si è caratterizzato anche per una più che quarantennale vita passata tra polemiche e scomuniche. Il gruppo viene fondato nel 1970 a Friburgo dal vescovo francese Marcel Lefebvre, in aperto contrasto con gli esiti del Concilio Vaticano II che aveva aperto la Chiesa di Roma all'ecumenismo e al dialogo interreligioso.

Fin dalla sua fondazione iniziò un braccio di ferro con Roma: Lefebvre disubbidì alla proibizione di ordinare nuovi sacerdoti, di chiudere il seminario di Econe e di aprirne altri, e nel 1976 fu sospeso "a divinis". La rottura definitiva arrivò però solo nel 1988, quando il religioso ordinò quattro nuovi vescovi (Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta) e incorrendo nella definitiva scomunica dal Vaticano. Col pontificato di Papa Francesco le distanze sono tornate ad aumentare, tanto che il superiore dei Lefebvriani, mons. Bernard Fellay, ha detto che Bergoglio "è un vero modernista".

don Marco Laghi

Don Marco, non incardinato nella diocesi locale, è nato a Forlì nel 1976. Ha sempre frequentato la parrocchia di Ravaldino Città e si è particolarmente impegnato nello scoutismo e nel volontariato con la Protezione Civile. Dopo la maturità classica ha lavorato come agente di assicurazioni, promotore finanziario e formatore. Nel 2012 ha incontrato la FSSPX e la celebrazione della Santa Messa secondo il rito cosiddetto “Tridentino”, frequentando il Priorato ‘Madonna di Loreto’ di Rimini, sede romagnola della Fraternità. Ha poi partecipato agli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di Loyola che l’hanno portato ad interrogarsi sulla sua vocazione. Dopo un anno di discernimento al Preseminario della FSSPX ad Albano Laziale, è entrato al Seminario ‘Santo Curato d’Ars’ a Flavigny-sur-Ozerain (FR) per l’anno di spiritualità e poi è passato al Seminario Internazionale San Pio X di Ecône (Svizzera) dove ha compiuto gli studi filosofici e teologici. È il primo forlivese a consacrarsi a Dio nella Fraternità Sacerdotale San Pio X, la congregazione fondata, giusto 50 anni fa, nel 1970, dall’Arcivescovo francese, monsignor Lefebvre.

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