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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Madonna del Carmine, sabato a Forlì il presidente della Cei cardinal Gualtiero Bassetti

Il cardinale presiederà la messa per la festa della Madonna del Carmine in programma sabato, alle 18.30, a San Mercuriale, il luogo deputato quest’anno ad ospitare le celebrazioni per la Beata Vergine del Carmelo

Sarà il cardinal Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei - Conferenza episcopale Italiana, a presiedere la messa per la festa della Madonna del Carmine in programma sabato, alle 18.30, a San Mercuriale. Sempre nella centralissima basilica di San Mercuriale, alle 20.45, il porporato parteciperà alla presentazione del libro “Le radici di una vocazione. I primi maestri del card. Bassetti: don Piero Poggiolini e don Giovanni Cavini”, scritto dal giornalista di Avvenire Quinto Cappelli per le edizioni San Paolo.

All’incontro, moderato dal giornalista Alessandro Rondoni, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, cui prenderà parte anche l’autore del libro, porteranno i saluti il parroco di San Mercuriale, don Enrico Casadio, il vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza e il sindaco di Forlì Gianluca Zattini. La soprano Wilma Vernocchi eseguirà alcuni brani musicali. La festa della Beata Vergine del Carmelo, che quest’anno si terrà nell’inconsueta cornice di San Mercuriale a causa della persistente inagibilità della chiesa del Carmine, chiusa dal settembre scorso per la messa in sicurezza del tetto, inizia giovedì alle 20.30 con la recita del rosario e delle litanie, seguita alle 21 dalla messa in suffragio dell’architetto Pistolesi nel primo anniversario della morte. Venerdì, alle 20.30, celebrazione della messa e canto delle litanie, cui seguirà la processione secondo le disposizioni vigenti.

Il corteo orante attraverserà piazza Saffi, via dei Filergiti, via Fratti, corso Mazzini, per concludersi davanti alla chiesa del Carmine. Il programma delle celebrazioni continua domenica, alle 8.30, con la recita delle lodi e le sante messe alle 9 e 11, quest’ultima presieduta dal vescovo Corazza, con il rinnovo dei voti del Terz’ordine Carmelitano e la supplica alla Beata Vergine del Carmine. Seguiranno alle 18.30 i secondi vespri e alle 19 la celebrazione della santa messa. Durante i giorni della festa, al termine delle funzioni, benedizione e imposizione degli scapolari. Da mezzogiorno del 15 luglio a tutto il 16 è possibile ottenere l’indulgenza plenaria alle condizioni previste (confessione e comunione entro 15 giorni, recita del Credo e preghiera secondo le intenzioni del Papa).

L’Ordine dei Carmelitani, che rimane proprietario della grande chiesa di corso Mazzini, è uno dei più antichi nella storia della cristianità. Il suo nome trae origine dall’omonima collina sopra la città di Haifa, in Israele, su cui, secondo i libri storici e il Vecchio Testamento, si rifugiò in preghiera intorno all’anno 860 a. C. il profeta Elia. Alcuni Crociati occidentali, tra il 1192 e il 1209, vollero seguire il suo esempio consacrandosi al servizio della Madonna: nacquero così gli “Eremiti di Nostra Signora del Monte Carmelo”. L’arrivo dei carmelitani in Europa è datato 1235, l’anno in cui due religiosi ottennero il permesso di fondare una casa a Valencienne, in Francia. Intanto la Terra Santa veniva progressivamente rioccupata dai mussulmani e l’esodo dei Carmelitani verso l’Europa fu quasi totale.

Dal primitivo ramo nacquero i Carmelitani Scalzi, riformati nel 1568 da Santa Teresa d'Avila e da San Giovanni della Croce. L’arrivo dei frati a Forlì risale invece al 27 agosto 1347, data di fondazione della chiesa dell’Annunziata e del convento. Tal Peppo di Orebono anche a nome della moglie Caterina, fece dono ai Carmelitani di un terreno con casa “in vinea abbatis”, la vigna dell’abate di San Mercuriale. Il nucleo originario di 12 frati elesse come primo superiore il bolognese fra’ Cambio. La chiesa attuale, il più antico luogo di culto carmelitano di Romagna e Marche, è stata radicalmente rifatta nel 1735 su disegno del frate-architetto Giuseppe Merenda. 

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