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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Centro Storico / Piazza del Duomo

La pioggia non ha rovinato la festa della Madonna del Fuoco: le foto

Nella Cappella seicentesca in Cattedrale dedicata alla madre celeste si sono svolte le celebrazioni religiose, la più importante, al mattino, con la Messa pontificale officiata dal vescovo monsignor Lino Pizzi

La pioggia non ha rovinato la festa della Madonna del Fuoco, patrona di Forlì. Nella Cappella seicentesca in Cattedrale dedicata alla madre celeste si sono svolte le celebrazioni religiose, la più importante, al mattino, con la Messa pontificale officiata dal vescovo monsignor Lino Pizzi. Presenti tra gli altri il sindaco Davide Drei, il parlamentare Marco Di Maio ed una delegazione di Cervia capeggiata dal presidente dell'Associazione Civiltà Salinara Oscar Turroni e dal vice sindaco Gianni Grandu.

Dopo il forte scrocio del mattino, la pioggia ha concesso una tregua. Tutti in piazza quindi per la tradizionale passeggiata tra le bancarelle, alla ricerca tra l'altro di uno dei simboli golosi della festività: la piada della Madonna all'anice (ora proposta anche con la crema e la cioccolata). Oltre 200 le bancarelle dislocate nel cuore del centro storico, tra Piazza Saffi, Corso Garibaldi, Piazza del Duomo e Via delle Torri.

Celebrata la Madonna del Fuoco (foto Salieri-Frasca)

LA STORIA DELLA MADONNA DEL FUOCO - Il culto della Madonna del Fuoco nasce dal rovinoso incendio scoppiato nella notte del 4 febbraio 1428 (era un mercoledì anche all’epoca) nell’abitazione di Lombardino da Riopetroso, maestro d’arte proveniente dalla vallata del Savio (si dice fosse della zona di San Piero in Bagno). All’interno di questa scuola privata ogni giorno si recavano diversi alunni per apprendere la disciplina del disegno e della pittura. Facile immaginare che il rogo sia stato generato dal focolare della casa non spento adeguatamente al termine delle lezioni. L'edificio, situato nel punto di via Cobelli dove fra il 1797 e il 1819 fu eretta la chiesina del Miracolo, andò completamente distrutto. L'incendio durò più giorni e della scuola rimasero solo le macerie. Destò perciò stupore il ritrovamento fra le braci ancora ardenti di una xilografia su carta raffigurante la Madonna con il Bambino, rimasta assolutamente indenne.

Fra i testimoni del prodigio c’è il compositore Ugolino da Forlì, cui è attribuita nientemeno che l'invenzione del pentagramma, ma attestò il miracolo anche il pittore Giovanni Merlini detto Giovanni di Mastro Pedrino. Il governatore pontificio di Forlì monsignor Domenico Capranica ordinò di traslare l’immagine nel Duomo della città, attraverso una solenne processione che avvenne l’8 febbraio. Da allora la xilografia, forse la più antica del genere in Italia risalente addirittura alla fine del ‘300, è sempre stata custodita in Cattedrale. Le cronache dei periodi più critici della storia cittadina abbondano di processioni e intercessioni alla Madonna del Fuoco. Spicca il resoconto del tonsore-cronista Novacula sugli inverni polari d’inizio Cinquecento, ma destano interesse anche le descrizioni delle affollate processioni in Cattedrale in occasione dei violentissimi terremoti del 1688 e del 1781.

L’attuale cappella alla Madonna del Fuoco fu inaugurata ufficialmente il 4 febbraio 1636. Nel 1638 fu eretta anche una colonna votiva al centro della piazza Maggiore, oggi dedicata al triumviro Saffi. Il monumento ha dominato il Campo dell'Abate fino al 14 ottobre 1909, giorno del suo abbattimento per mano di un gruppo di anarchici capitanati da un certo Benito Mussolini, ancora lontano dalla deriva autoritaria con la fondazione e l’avvento del fascismo. Nel 1928, colonna e statua sono stati collocati nel sito odierno, a fianco del Duomo. La devozione per la Madonna del Fuoco si è diffusa anche in altre città, come Faenza, con l’immagine della Patrona di Forlì che è approdata persino in Africa e al Polo Nord. Davanti alla madre celeste sono venuti a pregare ben 4 papi: Pio VI nel 1782, Pio VII nel 1814 di ritorno dalla cattività in Francia per volere di Napoleone, Pio IX nel 1857 durante il viaggio nello Stato Pontificio e Giovanni Paolo II l’8 maggio 1986, primo atto della sua storica visita a Forlì.

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