Dopo aver spiegato "Coronello" ai suoi bimbi, anche la maestra finisce in ospedale per il virus: la sua esperienza

Lo ha spiegato, a distanza, ai bambini della scuola in cui è insegnante. Lo ha fatto con parole comprensibili ai più piccoli, ribattezzando simpaticamente il virus “Coronello”. Poi però Coronello si è impossessato di lei

Lo ha spiegato, a distanza, ai bambini della scuola in cui è insegnante. Lo ha fatto con parole comprensibili ai più piccoli, ribattezzando simpaticamente il virus “Coronello”. Poi però Coronello si è impossessato di lei, gettandola da quattro settimane prima in un ricovero in ospedale, a soffrire per la malattia e l'isolamento, e poi a casa, chiusa in quarantena, tra tante difficoltà logistiche. A voler rendere noto uno spaccato di vita quotidiana di uno dei tanti malati di Covid, è Paola Pondini di Cusercoli, maestra dell'asilo Sacro Cuore. Oltre alla professionalità di medici e personale sanitario, la donna ha vissuto anche la solidarietà di tutto il suo paese. Per lei l'odissea è partita il 1 aprile, quando è stata accertata la malattia. A distanza di quasi un mese non è ancora guarita, ma sta meglio e coglie l'occasione per i ringraziamenti.

Scrive Paola: “Caro "Coronello", dopo aver realizzato un librino da leggere ai "miei bimbi" della scuola dell' infanzia per cercare di spiegare il motivo della scuola chiusa, non avrei mai pensato che avresti attaccato proprio me, la mia salute. Mi hai stravolto, mi hai fatto paura e forse hai anche cambiato un po' la mia vita. Ma io mi ritengo fortunata perché ce l'ho fatta, dopo 26 giorni piano piano mi sto riprendendo al meglio”.

In ospedale isolamento, ma anche tanta umanità: “Per questo voglio ringraziare indistintamente tutto il personale sanitario dell'ospedale Pierantoni di Forlì che mi ha soccorso, a partire dal mio medico di base, la dottoressa Marisa Biserni, che insieme alla mia famiglia hanno preso la decisione di chiamare il 118. Grazie, che vi siete occupati di me con professionalità, serenità e amore. Intravedevo soltanto i vostri occhi ma non dimenticherò i vostri sguardi che rendevano tutto meno doloroso e meno preoccupante. Ricordo l'infermiera Teresa che con una carezza nella gamba o un messaggio scritto nel bicchiere delle medicine "ciao Paola, buonanotte" mi infondeva serenità o l'infermiere Paolo che, spontaneamente, con cortesia, mi ha fatto la prolunga degli occhialini di ossigeno in modo da poter essere indipendente per i miei bisogni personali. Anche la gentilezza della dottoressa Agnese Costae mi è rimasta impressa nella memoria. Purtroppo non saprò mai i nomi di tutte le altre persone che mi hanno curato con tanto amore, ma a tutti va il mio grazie”.

Anche il suo paese l'ha sostenuta: “Non posso neanche dimenticare tutte le manifestazioni d' affetto avute dai miei compaesani, dalle mie amiche, dalle mie colleghe, dai genitori che mi affidano i loro figli, dal maresciallo e dal sindaco di Civitella di Romagna. Una mamma mi ha scritto: "In questi giorni hai solo raccolto il frutto di quello che hai seminato negli anni...gentilezza, altruismo e bontà!" Per questo caro " Coronello" ti ringrazio, mi hai fatto capire i veri valori della vita. Qualche lacrima sta scendendo sul mio viso ma questa volta sono di gioia”.

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Un malato di Covid in casa è difficile da gestire in sicurezza: “Un ringraziamento speciale va a tutta la mia famiglia: a mia sorella, a mia cugina Monica, a mia zia e a mia mamma. Un bacio a mia figlia Francesca che nonostante fosse anche lei positiva con sintomi mi ha dato la forza di lottare con la grinta che la contraddistingue e con i video di Tommaso, il mio nipotino. Grazie a Pier Paolo che si è preso cura di loro. Infine ringrazio gli uomini di casa, mio marito Paolino e mio figlio Alessandro che dal giorno che sono stata dimessa mi hanno accudita con tanto, tanto amore. Mi sono sentita come una regina in un hotel a 10 stelle. Non mi hanno fatto mancare nulla. Tutti i giorni, muniti di mascherine e guanti, mi hanno curata, protetta e rasserenata. Grazie di tutto e più di tutto grazie per esserci sempre. Caro "Coronello" tutto questo mi ha fatto pensare a quanto sia prezioso ogni singolo istante della vita, a quanta bellezza ci sia in ciascuno di noi e che quando tutto sarà finito ci potremo aiutare a ritrovarci e non a perderci”.

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