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Maggiore controllo su Hera: il giro di vite del Comune

Giro di vite su Hera, per dare alla holding pubblico-privata dei servizi pubblici una svolta più verde e sociale. Lo scopo è di affermare un maggiore controllo dei Comuni soci sulla società che eroga i servizi ai cittadini.

Giro di vite su Hera, per dare alla holding pubblico-privata dei servizi pubblici una svolta più verde e sociale. Lo scopo è di affermare un maggiore controllo dei Comuni soci sulla società che eroga i servizi ai cittadini. E' quanto è stato discusso nel Consiglio comunale di Forlì lunedì pomeriggio, con la delibera relativa agli indirizzi da dare al patto di sindacato (la riunione dei soci pubblici di Hera). Il sindaco Roberto Balzani ha illustrato la proposta: “Sappiamo di assumerci un rischio politico, portiamo un nuovo principio ispiratore”. Per il sindaco, tuttavia, c'è “consenso tra i soci pubblici di Hera, tale per cui si possa pensare che la nostra via possa entrare dentro gli organi di Hera”.

Negli indirizzi ci sono alcune indicazioni, tra cui per esempio una maggiore responsabilità verso le aziende locali nei contratti di subfornitura, la raccolta dei rifiuti “porta a porta”, maggiore attenzione al riciclo e all'ambiente, e la cosiddetta “società del post-incenerimento”, per sorpassare l'attuale modello di gestione dei rifiuti. Inoltre sono previsti organi di gestione per controllare che Hera segua gli indirizzi.

Per Tommaso Montebello (Idv) “si raccolgono i frutti di una battaglia di minoranza degli ultimi anni”. Il dipietrista ha chiesto anche “maggiore trasparenza nella galassia di società con cui è socia Hera”. Per il PdL, con Antonio Nervegna, “si prende atto di una posizione dura tra i Comuni ed Hera. Ci si illudeva che si poteva migliorare i servizi al minore costo, ci siamo resi conto invece che è stato l'esatto opposto. Ma questo fa parte della storia, ed oggi anche l'attuale maggioranza si è reso conto di questo”. Vanda Burnacci (PdL) ha chiesto, invece, di “legare il porta a porta ad una lotta significativa e insistente affinché Hera diminuisca la potenzialità dell'inceneritore, in corrispondenza dell'aumento della differenziata”

Per il Pd ha espresso la sua posizione Massimo Montanari: “Si è sempre parlato di sindacato di blocco in senso tecnico, mai si è discusso di dare indirizzi ad Hera nell'espletamento dei servizi che rende quotidianamente. Si tenta di fare un salto di qualità. Questo passo va nella direzione giusta”.  Ancora più esplicita la capogruppo Veronica Zanetti: “Per la prima volta si cerca di dare un indirizzo ad Hera, esprimendo volontà di tipo politiche”.

Così Raffaella Pirini, (Destinazione -M5S): “Non sono così ottimista. Purtroppo non sono convinta che queste linee di indirizzo abbiano un peso reale. Negli altri Comuni non sono state neanche presentate nei Consigli, non essendo obbligatorio farlo”. Tuttavia, ammette Pirini, “All'interno di Hera il Comune di Forlì è uno dei pochi che cerca di dare indirizzi”. La consigliera grillina ha promosso “clausole sociali, porta a porta, maggiore recupero di materiale”.

Nel dibattito sono intervenuti anche Lega Nord e Udc. La delibera è stata approvata con i voti favorevoli di Pd, Idv, contrari PdL e Lega Nord, astenuti Udc, Destinazione Forlì. La delibera è stata quindi seguita da altre sullo stesso tema, che vanno a costruire la complessa architettura di controllo dei Comuni nei confronti di Hera: il contratto di sindacato di voto tra tutti i soci pubblici 2012-2014, quindi il contratto con tutti gli enti locali soci romagnoli (Imola-Faenza, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini) ed infine la convenzione sullo stesso tema tra i Comuni della provincia di Forlì-Cesena.

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