Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Magliano, la replica di Valbonesi: "Regione tratta in inganno da un documento del Comune"

“Sulla base delle dichiarazioni ufficiali la Regione non ha ritenuto che incorressero le condizioni previste per vietare l’apertura di nuove cave "

"Sulla base delle dichiarazioni ufficiali la Regione non ha ritenuto che incorressero le condizioni previste per vietare l’apertura di nuove cave salvo quelle previste nei Piani generali e di settore in vigore alla data della sua approvazione, cioè nel mese di ottobre 2013.  In altre parole la Regione è stata più o meno volontariamente tratta in inganno dal documento trasmesso dal Comune di Forlì, che parlava di una cava a tutti gli effetti esistente, quindi , secondo il Comune, presente nella pianificazione ed autorizzata dal Comune stesso (autorizzazione scaduta nel 2000)": è l'attacco che arriva in risposta da Enzo Valbonesi, esponente di Legambiente, il gruppo ecologista che si sta battendo contro il progetto relativo alla ex cava di Magliano, nonché - come spiegato dall'assessore Giuseppe Petetta in conferenza stampa - anche il dirigente regionale che diede parere favorevole allo stesso progetto, mettendo la prescrizione di 5 anni per trasferire l'impianto di frantumazione di inerti lì presente.

Sempre Valbonesi: “Intervengo per fatto personale rispetto alle  dichiarazioni dell’assessore Petetta che mi chiamano in causa. Innanzitutto informo l’Assessore Petetta che ho operato, come dirigente del Servizio Parchi e Risorse Forestali dal 2001 all’ottobre 2019,  data del mio  pensionamento”. E spiega Valbonesi: “Ho firmato il parere della Regione nel luglio 2019. Parere che contiene delle precise prescrizioni di cui, purtroppo , il Comune non ha tenuto in alcun  conto senza neppure esplicitarne le motivazioni come invece prevede la normativa Regionale. Il parere della Regione è stato fornito sulla base del documento inviato poco tempo prima dal Comune  e denominato 'Studio di incidenza ambientale del Pae 2016-2026',  redatto da un tecnico incaricato dallo stesso Comune. Nel documento, a proposito della cava di Magliano , non si dice mai che la stessa in effetti dal 1996 non è più stata  prevista né nei Piae (Piano cave Provinciale) ne nei Pae (Piano cave del Comune). Si dice invece che si tratta dell’ultimo settore estrattivo di una cava interrotta”.

Questa documentazione incompleta, per l'ex dirigente regionale, avrebbe prodotto il suo parere favorevole. Invece se “la Regione fosse stata edotta di queste informazioni sicuramente chiesto chiarimenti al Comune ed alla Provincia cosa che non ha fatto fidandosi di un documento ufficiale del Comune. Personalmente ho scoperto che la cava non era piu autorizzata dal Comune, dai primi anni 2000,  e che ne il Piae ne il Pae in vigore all’ottobre del 2013 la prevedevano,  solamente leggendo la “riserva” presentata nel 2021 sul Pae del Comune da parte della Provincia di Forlì-Cesena”.

“Quanto al mantenimento del frantoio all’interno del Sic il parere della Regione è molto chiaro. Parla di 5 anni a decorrere dal suo rilascio e cioè dal luglio 2019. Anche questo parere non è stato tenuto in alcuna considerazione da parte del Comune. Va detto inoltre che non è mai successo in Emilia-Romagna  che un parere espresso dalla Regione in merito alla Valutazione di incidenza Ambientale presentata da un Comune  non sia stato recepito integralmente, ciò in quanto  la gestione dei Sic e delle Zps esterni ai Parchi è di competenza della Regione. Forlì evidentemente fa eccezione”.

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