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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca Bertinoro

Cavalle "in gabbia" tra feci e oggetti appuntiti: salvate dalla Forestale

Alle persona, segnalata a piede libero, sono state contestate le violazioni del secondo comma dell'articolo 727 del codice penale, che punisce "…chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze".

Erano sofferenti, in spazi ristretti, con pessime condizioni igienico sanitarie. I militari del Corpo Forestale dello Stato hanno soccorso due cavalli, nello specifico caso una fattrice e una puledra di due anni. L'operazione è stata svolta in una zona di campagna sulle prime colline del comune di Bertinoro. I controlli sono stati effettuati, come da prassi, con la collaborazione del personale del servizio veterinario dell’Ausl, al fine di verificare eventuali illegalità collegate alle modalità di detenzione degli animali.

All’esito dell’accertamento, le condizioni in cui erano tenuti gli equini hanno fatto emergere la violazione di natura penale per maltrattamento di animali: in particolare le due cavalle erano costrette a mangiare sulle loro feci. Inoltre erano prive di ripari idonei per proteggersi dalle intemperie ed erano circondate da oggetti appuntiti, rischiando così di ferirsi involontariamente. Gli animali sono stati posti sotto sequestro penale preventivo e il proprietario, che da tempo si era disinteressato delle stesse affidandole a una terza persona, è stato segnalato alla Procura che ha convalidato il sequestro.

Per risolvere la questione e per alleviare le condizioni di sofferenza delle due cavalle, i Forestali si sono attivamente adoperati fin da subito e in un primo momento hanno recapitato del fieno di ottima qualità nel luogo dove erano custoditi gli animali al fine di ottenere una migliore alimentazione. Nei giorni successivi, su disposizione della magistratura e con il proprietario delle cavalle, le stesse sono state trasferite in una scuderia della zona, che ospita altri equini, dove hanno trovato nell’immediato un ambiente idoneo alla loro permanenza.

Alle persona, segnalata a piede libero, sono state contestate le violazioni del secondo comma dell’articolo 727 del codice penale, che punisce “…chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi  sofferenze”. Per questa violazione si rischia l’arresto fino ad un anno di reclusione o una sazione da 1.000 a 10mila euro.

Il Corpo Forestale dello Stato rimane impegnato costantemente, sia in ambito nazionale sia locale, nei servizi di prevenzione e repressione degli illeciti collegati alle mancate condizioni di benessere e al maltrattamento degli animali, contrastando un fenomeno che spesso infligge atroci e inutili sofferenze a quelli che dovrebbero essere gli “amici” dell’uomo - afferma il comandante Gianpiero Andreatta -. Per eventuali segnalazioni su emergenze ambientali o su eventuali casi di maltrattamento di animali è sempre attivo il numero verde “1515” cui il cittadino può rivolgersi gratuitamente per comunicare attività illecite condotte in danno dell’ambiente".

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