"Vuole ucciderla", i Carabinieri corrono subito. Picchiava la compagna davanti alla figlioletta, arrestato

Vittima delle violenze, che avvenivano anche in presenza della figlioletta di appena undici mesi, la propria consorte

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Forlì, al termine di un'attività investigativa, hanno arrestato un 26enne trapanese, residente a Forlì, in esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali colpose. Vittima delle violenze, che avvenivano anche in presenza della figlioletta di appena undici mesi, la propria consorte. La misura cautelare è stata richiesta dai militari dopo l’ennesimo intervento nell’abitazione della coppia. Quindi è stata notificata direttamente in carcere, dove il 26enne nel frattempo è finito con l'accusa di "tentata estorsione" nei confronti della madre, "violazione del divieto di avvicinamento alla parte offesa" e "ricettazione".

I fatti

Era il 30 giugno quando una pattuglia della sezione Operativa e Radiomobile della Compagnia di Corso Mazzini è stata inviata d’urgenza in un’abitazione del centro forlivese poiché era stata segnalata una lite in famiglia tra due noti personaggi. A chiedere l'intervento dell'Arma è stata la madre del ragazzo in quanto il figlio aveva manifestato la volontà di uccidere la propria moglie. I militari, giunti sul posto, hanno parlato al citofono con la vittima, riuscendo a farsi aprire nonostante le continue minacce di non fare entrare i carabinieri ricevute dal marito.

In quel momento il 26enne si trovava in uno stato di agitazione, mentre la convivente si trovava nella camera da letto per accudire la figlia minore di 11mesi. La stessa era sconvolta e presentava numerose ecchimosi e abrasioni sia sul viso che sulle braccia, oltre ad una serie di ecchimosi sull’arcata sopracciliare sinistra. Segni che gli investigatori hanno ricondotto ad un atto violento. Durante l'ispezione dell'abitazione sono stati trovati alcuni vasi rotti oltre a diverse tracce ematiche sul pavimento.

La donna in una prima versione dei fatti ha riferito che le ferite erano una conseguenza di un’aggressione subita poco prima da uno sconosciuto in strada. Tesi suffragata dallo stesso compagno, che in modo imperativo invitava i militari a prodigarsi affinchè l’aggressore venisse identificato e assicurato alla giustizia. I due sono stati condotti in caserma per accertare quale fosse veramente la causa di quelle lesioni. La malcapitata ha quindi liberato quanto accumulato, facendo emergere uno quadro di disagio innescato dalle continue e ripetute vessazioni e violenze da parte del convivente.

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Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Laura Brunelli, si sono finalizzate nell'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali colpose. L'uomo nel frattempo è finito in carcere perchè resosi responsabile di minacce ed aggressione alla madre. La giovane, dopo aver ricevuto le cure del personale medico del pronto soccorso, è stata affidata al personale del "Centro Donna", che si è attivato per trovare una idonea sistemazione “protetta” dove poter ricominciare a vivere una vita più serena insieme alla sua piccola di soli 11 mesi.
 

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